Baccalaureato Licenza Dottorato Biblioteca Contatti Segreteria
Storia della Facoltà
Informazioni Generali
Autorità Accademiche
Collegio dei Professori
Calendario delle Lezioni
Ufficio Stampa
San Bonaventura Informa
Editrice MF
Auditorium
Cineforum
Borse di Studio e Donazioni
CATTEDRE E ISTITUTI
Cattedra Kolbiana
F.I.A.T.S.
Mulieris Dignitatem
Grafologia pastorale
Academia Bessarionis
Cattedra di dialogo
AREA RISERVATA
home \ news
NEWS
“Sulla soglia dell’eternità” con il mito Van Gogh
20 Febbraio 2019

La rubrica “Cinema” di San Bonaventura informa, a cura del critico cinematografico Vincenzo Laurito, propone “Sulla soglia dell’eternità”, il film con cui il regista Julian Schnabel rilegge il mito del pittore olandese Vincent Van Gogh.

«Sulla soglia dell’eternità non è un film su Vincent Van Gogh. Non è nemmeno il resoconto freddo e cronologico degli ultimi anni di vita del pittore tormentato che tutti credevano pazzo, e nessuno o ben pochi comprendevano.

Questo bellissimo film, al pari di un olio su tela del maestro olandese, è un insieme di pennellate convulse, frenetiche, vorticose, che imprimono - in una serie ben scandita di fotogrammi diacronici – la visione del regista e pittore Julian Schnabel sul mito Van Gogh.

Il regista americano rilegge, in modo accurato e rispettoso, i battiti, i respiri, le angosce del flusso creativo e psichico del celebre Vincent, come solo un pittore può fare e come solo Schnabel poteva ritrarre per il grande schermo.

A più di vent’anni dal suo esordio dietro la macchina da presa (Basquiat), il regista e artista d’avanguardia Schnabel torna al cinema con un altro film incentrato su una figura controversa che ha completamente riscritto le regole e rotto gli schemi nel mondo dell’arte contemporanea.

Il Van Gogh di Schnabel è soprattutto questo: la metafora del genio incompreso, troppo avanti, troppo oltre la sua epoca. Prima deriso poi emarginato, infine costretto alla follia, Van Gogh era in realtà una lucida mente che aveva un solo scopo: dipingere per l’eternità, per coloro che sarebbero venuti dopo, come afferma lo stesso pittore magistralmente interpretato da William Dafoe (giustamente premiato per questo ruolo con la “Coppa Volpi”, come migliore attore protagonista, all’ultimo Festival di Venezia)». (V.L.)


Leggi qui l’articolo integrale (pag. 30).
Clicca qui per ricevere San Bonaventura informa, gratuitamente ogni mese, in formato digitale.


fonte: Seraphicum Press Office