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La vocazione artistica di Massimo Ghini
18 Luglio 2019

Tra le varie declinazioni della vocazione c’è senz’altro anche quella artistica. Ma come si manifesta, quali difficoltà bisogna superare, come coltivarla, qual è la sua essenza? Fra Roberto Liggeri ne ha parlato, per la rubrica “Accenti vocazionali” di San Bonaventura informa, con Massimo Ghini, uno dei volti più conosciuti e degli attori più apprezzati del cinema e del teatro italiano. 

«È innegabile che, complici le nuove tecnologie, la cultura dell’apparire è sempre più forte. La vita privata in mostra sui social, una televisione di reality e talent show, un bisogno patologico di riconoscimento in ogni ambito della società sembrano affermare che se non appari non esisti. Molto spesso la via dell’espressione artistica sembra il naturale sbocco per questo bisogno, ma è questo il senso della vocazione artistica? […]

L’espressione artistica è certamente la testimonianza più immediata di una storia dell’uomo che parte dal racconto di individualità per veicolare valori universali. Oggi nessuno, o pochi, hanno il coraggio di chiamarlo così, ma quel fuoco è un vero e proprio impeto che fin dall’antichità ha creato gli immaginari in cui si è mossa l’umanità. Massimo Ghini dice che fin da bambino ha desiderato recitare. […]

La vocazione artistica non ha nulla di frivolo, non ha come fondamento l’apparire o la notorietà, può comportare una certa leggerezza ma non si limita al divertissement. La vocazione artistica è una chiamata ad entrare in profondità in se stessi, guardarsi dentro non per chiudersi ma per conoscersi e donarsi con un linguaggio immediato che trasmette sentimenti, valori, idee, momenti di serenità e allo stesso tempo di catarsi». (R.L.)


Leggi qui l’articolo integrale (pag. 26).
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fonte: Seraphicum Press Office