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Una rilettura critica delle Fonti per una conoscenza obiettiva di frate Elia. Appuntamento venerdì e sabato a Cortona
26 Giugno 2019

Offrire una conoscenza più approfondita su frate Elia da Cortona, ricostruendo vicende e rapporti di una delle figure chiave del francescanesimo, spesso etichettata non positivamente, nonostante il grande apprezzamento e la stima che Francesco d’Assisi nutriva per questo suo confratello.

Il Centro Studi “Frate Elia da Cortona” è da anni impegnato a fare luce sulla figura, sulle ampie capacità e sul ruolo di primo piano di questo francescano, cercando di favorire una accurata ricerca e conoscenza, così da recuperare una maggiore obiettività sulla sua personalità e sulle sue scelte al vertice della fraternitas francescana.

A questo scopo, sono previsti tre appuntamenti con cadenza annuale, con il coinvolgimento di studiosi di primo piano che porteranno un qualificato contributo a questo cammino di verità, attraverso una rilettura critica delle Fonti. Il primo appuntamento è in programma venerdì e sabato (28-29 giugno) a Cortona (Ar).

Intanto, fra Antonio Di Marcantonio, frate minore conventuale e presidente del Centro Studi “Frate Elia da Cortona” offre ai lettori di San Bonaventura informa una interessante panoramica sulla figura di fra Elia e su questo percorso di conoscenza avviato dal Centro studi.

«Prendendo spunto dalla ricorrenza dell’ottavo Centenario dello storico incontro tra san Francesco e il Sultano Al-Malik Al-Kamil (1219 – 2019), prende avvio uno sforzo di rileggere le Fonti Francescane per quanto si riferisce alla figura e all’opera di frate Elia. Un aspetto della vita di san Francesco che affascina i moderni studiosi è certamente questo incontro: un fatto che incuriosisce, interessa, entusiasma perché rivela l’impegno apostolico che Francesco ha voluto dare al suo Ordine.

Con il suo esempio e la sua azione ha indicato ai suoi frati, alla Chiesa e al mondo la via della pace, del dialogo, del rispetto reciproco. A questo impegno certamente si è dedicato frate Elia, da quando lo stesso san Francesco lo inviò in Terra Santa come primo Ministro provinciale, nel 1217.

Accolse san Francesco al suo arrivo in Terra Santa e probabilmente gli avrà anche spianato la strada per l’incontro con il Sultano. La Provincia di Terra Santa, sia per la vastità del suo territorio, sia per la presenza dei luoghi santi era considerata con speciale riguardo e ritenuta la “Provincia” più importante dell’Ordine. Per questo fu affidata alle cure di frate Elia, figura preminente nella nascente fraternità, sia per il suo talento organizzativo, sia per la sua vasta cultura.

Sarebbe interessante conoscere le iniziative prese da frate Elia per organizzare e consolidare questa parte dell’Ordine, connotato da particolari problemi ambientali e da una estensione geografica molto vasta.
Lo zelo, l’amore per san Francesco, le qualità di buon-governo che lo distinguevano, devono averlo spinto, durante gli anni del suo mandato, a gettare le basi dell’apostolato francescano. […]

L’intento del Centro Studi "Frate Elia da Cortona" (forse alquanto ambizioso) è quello di dare un contributo di conoscenza più obiettiva alla sua figura e alla sua opera.
Tre incontri, con cadenza annuale, che facendo perno sul generalato di frate Elia propongono un nuovo approccio alla questione, basato sostanzialmente sulla riletture critica delle Fonti, al di là dei pregiudizi o distorsioni storiografiche. Il tema generale dei tre incontri sarà: Il Generalato di Frate Elia da Cortona: le premesse (1221-1232)». (A.D.M.)

Il primo incontro è dedicato agli anni 1221-1232, periodo nel quale si possono appunto cogliere le premesse del suo generalato.

Questo il programma:
Venerdì 28 giugno, ore 11, conferenza storico-critica del prof. Franco Cardini.

Nel pomeriggio, prima sessione coordinata dal prof. Jaques Dalarun dell’Institut de recherche e d’histoire des textes di Parigi.

A seguire:
- Alfonso Marini (Sapienza, Università di Roma): Frate Elia vicarius o minister della fraternitas minoritica?;
- Francesca Grauso (Biblioteca Augusta di Perugia): Uno scriptorium assisano nell’epoca di frate Elia? Sulle tracce della ‘littera assisiensis’;
- Giulia Barone (Sapienza, Università di Roma), Espansione dell’Ordine in Europa fino alla morte di Francesco;
- Emanuele Fontana (Università di Padova/Centro Studi Antoniani): Dimensionamento geografico dell’Ordine: il minoritismo padano fino alla ‘Quo elongati’.

Sabato 29 giugno, ore 10, coordina Giulia Barone (Sapienza, Università di Roma) con interventi di:
- Nicolangelo D’Acunto (Università Cattolica del Sacro Cuore): Il contesto Assisano: dalla traslazione del corpo di san Francesco alla congiura dei notai;
- Filippo Sedda (Biblioteca di S. Francesco a Ripa): La translatio beati Francisci tra liturgia e politica;
- Attilio Bartoli Langeli (Pontificia Università Antonianum) – Antonella Bazzoli (Ricercatrice indipendente), Federico II nella chiesa inferiore di S. Francesco ad Assisi;
- Simone Allegria (Università di Siena/Centro studi frate Elia da Cortona): Per un Codice diplomatico frateliano: presentazione di un progetto.

Conclusioni di Grado Giovanni Merlo (Società Internazionale di Studi Francescani, Assisi).


Leggi qui l’articolo integrale (pag. 14).
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fonte: Seraphicum Press Office