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SBi News: I francescani conventuali sul Motu proprio del papa
10 Maggio 2019

All’indomani della presentazione del motu proprio di papa Francesco “Vos estis lux mundi”, il Procuratore Generale dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, fra Maurizio Di Paolo (nella foto), commenta per San Bonaventura informa questo nuovo strumento messo in campo dal Santo Padre per contrastare con ulteriore determinazione il grave fenomeno degli abusi.

Una problematica che vede l’Ordine dei francescani conventuali molto vigile, tanto che lo stesso Di Paolo ne aveva scritto anche nel numero di febbraio di San Bonaventura informa (leggi qui l’articolo, a pag. 7), trattando nello specifico i provvedimenti adottati dall’Ordine per prevenire questa piaga che rischia, oltre ai gravi danni fisici e psicologici per le vittime, di minare la fiducia nell’importante ruolo formativo ed educativo che la Chiesa ha sempre garantito.

“Questo motu proprio – commenta fra Di Paolo - rappresenta un ulteriore passo nel cammino verso la purificazione e la trasparenza della Chiesa e delle sue gerarchie. La tutela dei minori, considerata bene primario, coinvolge nella responsabilità non solo i singoli Vescovi e i Superiori Maggiori (can. 134), ma si allarga anche agli altri Superiori Generali non sacerdoti, dunque anche al vasto mondo delle suore. Grande responsabilità è assegnata al Vescovo del luogo in cui l’abuso è accaduto, come all’Arcivescovo Metropolita, a cui è affidato il dovere di vigilare e di avviare le prime indagini, che poi andranno trasmesse alla Santa Sede tramite il Nunzio Apostolico”.

Il Procuratore generale sottolinea anche l’importanza della novità nelle definizioni specifiche, contenute nel primo articolo, di delitti contro il sesto precetto del decalogo (§1) e di persona vulnerabile e materiale pedopornografico (§2).

“Anche i fedeli laici qualificati possono essere coinvolti nella conduzione delle indagini, come prevede l’art. 13 – aggiunge fra Di Paolo – una novità assoluta se si pensa che per le norme vigenti ciò era proibito in via ordinaria per i processi (SST 14-15)”.

Tra gli altri aspetti rilevanti individuati nel nuovo documento, viene sottolineata la novità è l’obbligo di attivare presso ogni diocesi “sistemi stabili e facilmente accessibili al pubblico per presentare segnalazioni”, poi meglio definiti come uffici ecclesiastici. (art. 2 §1). Così come il dovere di adeguarsi alla legge degli stati, circa l’obbligo di segnalazione (art. 19).

“In sintesi - conclude il Procuratore dei francescani conventuali - ci troviamo di fronte a un testo dettagliato e pragmatico, che nasce evidentemente dall’esperienza del Papa e di molti episcopati nel trattare questi affari. L’augurio è che queste norme siano osservate e raggiungano lo scopo di una sempre maggiore purificazione della Chiesa, che è chiamata ad essere per tutti luogo sicuro di salvezza e di pace”. (e.l.i.)


fonte: Seraphicum Press Office