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SBi News: Il Motu proprio di papa Francesco per combattere gli abusi sessuali
09 Maggio 2019

Papa Francesco stringe ancora il cerchio attorno a coloro che commettono abusi sessuali o li coprono e lo fa con il Motu Proprio “Vox estis lux mundi”, reso noto questa mattina e in vigore dal 1° giugno 2019.

Un documento che stabilisce punti fermi per la Chiesa universale, a partire dall’obbligo per chierici e religiosi di segnalare gli abusi.
Un ulteriore e deciso passo in avanti sul terreno minato degli abusi sessuali che, negli ultimi anni, ha provocato non pochi “terremoti” negli ambienti ecclesiastici, portando in superficie le sofferenze fisiche e psicologiche delle giovani vittime e, peraltro, minando l’immagine di una Chiesa che deve invece essere luogo di testimonianza evangelica, di cura e attenzione ai più “deboli”, sia che si tratti di minori di età sia di persone vulnerabili.

Il 2019 segna di certo una decisa lotta agli abusi nel mondo ecclesiastico: a febbraio l’incontro in Vaticano con i presidenti delle Conferenze Episcopali di tutto il mondo cui ha fatto seguito, appena un mese dopo un Motu Proprio che andava a rafforzare i provvedimenti nella Curia Romana e nello Stato della Città del Vaticano.

Dopo poco più di un mese questo Motu proprio che investe adesso la Chiesa universale, muovendo – da qui il titolo – dalle parole di Matteo “Voi siete la luce del mondo”, richiamando «ogni fedele ad essere esempio luminoso di virtù, integrità e santità. Tutti noi, infatti, siamo chiamati a dare testimonianza concreta della fede in Cristo nella nostra vita e, in particolare, nel nostro rapporto con il prossimo».

Una testimonianza e un annuncio che devono essere credibili, scrollando ogni ombra di sospetto che inevitabilmente finisce per investire l’intera Chiesa e non solo i reali colpevoli. Sistema alimentato, nei decenni, da una scarsa trasparenza che portava spesso più ad occultare che ad isolare e condannare gli autori delle violenze, amplificando così il dolore delle vittime e dei familiari, oltre a provocare un crescente smarrimento nei fedeli.

Proprio da qui muove una delle novità del Motu proprio di Francesco: l’obbligo per chierici, membri di un Istituto di vita consacrata e di una Società di vita apostolica, di «segnalare tempestivamente il fatto all’Ordinario del luogo». Non solo, le nuove norme raggiungono anche le «azioni od omissioni dirette a interferire o ad eludere le indagini civili o le indagini canoniche, amministrative o penali, nei confronti di un chierico o di un religioso», andando così a scardinare quel perverso sistema di coperture che finiva spesso per tutelare i responsabili.

Ad essere messa con le spalle al muro è anche l’autorità che talvolta diviene vero e proprio strumento di abuso: per questo il Motu proprio contempla anche le violenze e molestie condotte appunto sull’onda di una superiorità di cui ci si può fare scudo, includendo così tra le vittime non solo i minori e le persone vulnerabili ma anche «qualsiasi caso di violenza sulle religiose da parte di chierici, come pure il caso delle molestie a seminaristi o novizi maggiorenni».

Altro elemento di novità, l’obbligo per le diocesi di creare – entro un anno dall’entrata in vigore di queste norme, quindi entro il giugno del 2020 - «sistemi stabili e facilmente accessibili al pubblico per presentare segnalazioni, anche attraverso l’istituzione di un apposito ufficio ecclesiastico».

Un sistema tanto delicato che, proprio per questo, non manca di prevedere forme di tutela sia per coloro che presentano segnalazioni - possibili bersagli di “pregiudizi, ritorsioni o discriminazioni” - sia per le parti offese ovvero le vittime e i familiari, perché siano garantiti dignità e rispetto ma anche concrete forme di sostegno a livello di ascolto, accoglienza, assistenza spirituale, medica, terapeutica e psicologica.

Tra le novità e i dettagli normativi, inerenti numerosi aspetti relativi a indagini e procedure, va sottolineato il coinvolgimento dell’arcivescovo metropolita - e quindi della Chiesa locale - cui spetta l’investigazione previa quando si tratti di una denuncia a carico di un vescovo. (elisabetta lo iacono)


Leggi qui il testo integrale del Motu proprio.

(Foto: Vatican Media)


fonte: Seraphicum Press Office