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La vocazione a essere genitori
17 Aprile 2019

"Essere genitori: una chiamata alla speranza" è il tema affrontato da fra Roberto Liggeri nella rubrica "Accenti vocazionali" di San Bonaventura informa. Una storia di maternità (e paternità) che sa trasformare i problemi in scelte di amore. A dimostrazione che anche essere genitori è una vera e propria vocazione.

«Non c’è relazione più viscerale di quella tra una donna e un bambino nell’utero, ma cosa vuol dire dare alla luce un figlio? La maternità è un atto di volontà o la risposta a una chiamata?

Contatto Sylvie Renault madre di Noel, bambino affetto da una rara malattia genetica, la Cat Eye Sindrome (CES), e fondatrice con il marito Alessandro Mocci dell’Associazione Cat Eye Syndrome International ONLUS. Vorrei capire se e come ha sentito la vocazione ad essere madre durante la complessa gestazione.

Accetta di venire ad Assisi con la sua famiglia per raccontarmi nel dettaglio la sua storia. Il nostro convento è travolto dall’allegria di Noel, 6 anni, e Ariel, 3 anni, che con la loro contagiosa vitalità entrano subito in confidenza con i frati.

I genitori sono due liberi professionisti: Sylvie lavora nel campo della comunicazione e Alessandro nel turismo. Seppur sposati con rito cattolico sono lontani dalla Chiesa. Sylvie mi dice che, abbandonata la fede cattolica pur non definendosi atea, non ha più aderito ad alcuna religione.
La sua storia inizia nel 2012 con un’amniocentesi. […]

Essere genitori è sempre un’incognita, una vera vocazione alla speranza. Quando un figlio nasce, non si sa cosa sarà di lui. Ma la speranza ha permesso a Noel di essere un bambino vitale che sta facendo molti progressi.

La speranza li ha spinti a desiderare un secondo figlio. Date le difficoltà sorte dopo la nascita di Noel, poteva sembrare una decisione irresponsabile. Tuttavia mossi dal desiderio di vivere un’esperienza positiva di concepimento e una gravidanza senza lo stesso stress, con la consapevolezza che l’unico motivo per metter al mondo un figlio è amarlo, hanno sentito di dover dare un fratello a Noel». (R.L.)


Leggi qui l’articolo integrale (pag. 23).
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fonte: Seraphicum Press Office