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NEWS
Le misure anti-pedofilia nell'Ordine dei Frati Minori Conventuali
05 Marzo 2019

Prevenzione e controllo reciproco facilitato dalla vita in comunità, duplice livello di autorità interno all’Ordine, comunità protette e ufficio preposto per accertare e segnalare le responsabilità dei frati. Sono alcune delle misure adottate dall’Ordine dei Frati Minori Conventuali dinanzi a eventuali casi di violenza su minori, descritte in San Bonaventura informa da fra Maurizio Di Paolo, Procuratore generale dell’Ordine.

Dunque oltre al piano della prevenzione e dell’eventuale uscita dall’Ordine, è stata prevista la formula di comunità protette dove il religioso viene inviato a «svolgere un periodo più o meno lungo di penitenza, o addirittura, come è successo in casi eccezionali, può essere privato dell’esercizio del sacro ministero, pur rimanendo frate e dunque in convento.

Questa ultima risoluzione si assume allorquando il giudice e il ministro provinciale sono consapevoli che il colpevole, fuori da una struttura protetta che l’Ordine può offrire, sarebbe messo in condizioni di avvicinare dei minorenni causando loro danni difficilmente riparabili.
Tutto ciò è possibile nella misura in cui le nostre Province sanno creare delle comunità protette e idonee ad assistere i frati che soffrono di tendenze sessuali distorte o di altre patologie. Queste comunità sono delle vere e proprie “infermerie dello spirito”, in cui i frati si prendono cura gli uni degli altri».

Un articolo che affronta con grande chiarezza il dramma della pedofilia e i danni arrecati anche sul piano del ruolo educativo e formativo che ha sempre avuto la Chiesa.
«Per comprendere quanto la Chiesa si occupi dei minorenni, si pensi solo a tutte le istituzioni volte alla educazione dei bambini e dei giovani nella catechesi per l’iniziazione cristiana o nella scuola cattolica, nell’oratorio e nelle associazioni sportive. Il pericolo che corriamo nello scandalo della pedofilia, è di perdere il contatto con i bambini e i ragazzi e la fiducia delle loro famiglie, e di conseguenza lasciare intere generazioni senza una sincera e radicale educazione cristiana». (M.D.P.)


Leggi qui l’articolo integrale (pag. 7).
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fonte: Seraphicum Press Office