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Il cittadino e il potere, le anime salve di Faber
31 Gennaio 2019

San Bonaventura informa apre il primo numero del 2019 con il ricordo di uno dei più grandi cantautori italiani, Fabrizio De André, scomparso nel gennaio di venti anni fa. In mesi cadenzati da iniziative e commemorazioni, abbiamo deciso di riservare l’apertura del nuovo numero all’artista genovese, dedicandogli il "Focus" e la rubrica “Il Tesoro dello Scriba”.

Il Focus è a firma di Brunetto Salvarani (nella foto), teologo, saggista e critico letterario che ringraziamo per il prezioso contributo.
Ne anticipiamo un breve stralcio, invitando a leggere e scaricare (gratuitamente) il numero seguendo le indicazioni riportate in calce.

«A vent’anni dalla morte, avvenuta a sessant’anni scarsi l’11 gennaio 1999, la figura di Fabrizio De André sta registrando un’ampia fioritura di iniziative. Si direbbe che il cantautore genovese intercetti, ahinoi post-mortem, quel bisogno di poesia e di legami sociali mai interamente sopito eppure oggi particolarmente carente.

Non si tratta dell’effetto-nostalgia di cui si è preda approdati a una certa età, perché molti suoi appassionati sono giovani o giovanissimi che all’epoca dei primi dischi non erano neppure nati, e hanno certo maggiore dimestichezza con la musica di MP3 e Spotify che con i padelloni in vinile a 33 giri con cui trafficavano semmai i loro genitori e i nonni…

A conti fatti, credo che il motivo vada cercato nella capacità del Bob Dylan italiano (ma la sua devota Fernanda Pivano sosteneva che sarebbe meglio dire che Dylan è il Fabrizio americano) di spaziare con lirismo su temi universali, eterni: fra i quali, non ultimo e non secondario appare senz’altro quello del rapporto fra cittadino e potere». (B.S.)


Leggi qui l’articolo integrale (pag. 2).
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fonte: Seraphicum Press Office