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I cristiani perseguitati e la spiritualità dei martiri asiatici
07 Gennaio 2019

Nelle festività natalizie appena concluse, San Bonaventura informa ha voluto mettere in primo piano la situazione dei cristiani perseguitati. Un ampio Focus, del numero di dicembre, aperto da un articolo a firma di Marta Petrosillo, portavoce di "Aiuto alla Chiesa che soffre" – Italia.

«Ci sono cristiani per cui il Natale - scrive Marta Petrosillo - rappresenta più che per altri un momento di gioia e di rinascita. Sono i cristiani perseguitati, che in tanti Paesi nel mondo sono costretti a pagare a caro prezzo la propria fede in Dio. Sono ormai molti anni che in Iraq il Natale non si festeggia più come una volta.

Dall’inizio della guerra nel 2003, l’insicurezza ha costretto la comunità a rinunciare prima al falò del 25 dicembre e poi alla messa di mezzanotte del 24. Col tempo albero e presepe hanno trovato spazio soltanto nel chiuso delle case o delle chiese, perché come raccontavano in molti “per festeggiare il Natale in Iraq, devi prima chiudere bene la porta”.
L’arrivo dello Stato Islamico nel giugno 2014 ha reso la situazione ancor più drammatica, costringendo più di 125mila fedeli a fuggire da Mosul e dalla Piana di Ninive per rifugiarsi nel Kurdistan iracheno».

Il secondo articolo del "Focus" affronta invece il tema dei martiri asiatici. Una riflessione di fra Dinh Anh Nhue Nguyen sulla mattinata di studio promossa dal FIATS, il Franciscan Institute for Asian Theological Studies, svoltasi al Seraphicum.

«Si tratta del primo di una serie di “incontri asiatici” - scrive fra Nguyen - per far conoscere e studiare la tradizione cristiana dei singoli Paesi dell’Asia. Anche in vista, nel 2019, del ventennale dell’Esortazione apostolica “Ecclesia in Asia”.

In questo clima celebrativo, la mattinata di studio è stata aperta dalla solenne messa in italiano con letture in giapponese e vietnamita, cui hanno partecipato religiosi e fedeli non solo vietnamiti o giapponesi, ma anche di molte altre nazionalità, in particolare di Corea, Indonesia, Stati Uniti d’America».


Leggi qui gli articoli integrali (da pag. 2).
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fonte: Seraphicum Press Office