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Lo stile di Francesco e dei suoi frati
07 Novembre 2018

“Lo stile di Francesco e dei suoi frati: mitezza e umiltà”. È un viaggio nell’”ecosistema francescano” delle missioni quello proposto da fra Guglielmo Spirito, docente di Spiritualità francescana, nella rubrica “Francesco e il Sultano” di San Bonaventura informa.

«Per entrare nel Regno dei Cieli è necessario diventare come bambini (Mt 18, 3-4), è necessario cioè diminuire, addirittura abbiamo bisogno di rinascere (Gv 3, 7): il mistero si verifica in noi quando, attraverso Gesù Cristo, Dio ci predestina all’adozione come suoi figli (Ef 1, 5), e noi diventiamo figli nel Figlio.

Questo mistero però allude all’abbassamento del Figlio (cf. Fil 2), al suo “svuotamento” fino a diventare, per amore nostro, “uno qualunque”.
Questo tratto affascinò san Francesco di Assisi e quindi i suoi frati. Dalla notte di Natale a Greccio, quando - nell’espressione audace di Paul Payan, Francesco “è diventato” Giuseppe - i francescani hanno mantenuto nei secoli un rapporto molto stretto, veramente familiare, con l’umile artigiano “figlio di Davide”, la “guida guidata” che visse nella marginalità e nell’insignificanza pubblica, custode della santa famiglia di Nazareth.

I figli di san Francesco, diventano così ferventi evangelizzatori del nome di “Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nazaret” (Gv 1, 45), nella migliore logica dell’Incarnazione.
Marginalità, discrezione, mitezza, umiltà, semplicità e ordinarietà nella fatica quotidiana furono lo stile che il Poverello scelse per sé e per i suoi. Uno stile nazareno». (G.S.)


Leggi qui l'articolo integrale (pag. 9).
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fonte: Seraphicum Press Office