CONTATTI RICERCA FOTOGALLERY DONAZIONI
NEWS
torna alla home
Il ruolo chiave di frate Elia per la presenza francescana in Oriente
23 Ottobre 2018

“Francesco e il silenzio docile dell’incontro e dell’ascolto” è l’articolo con cui, in San Bonaventura informa, fra Antonio Di Marcantonio racconta il ruolo di frate Elia per la presenza francescana in Oriente.

Il presidente del Centro Studi Frate Elia da Cortona, nell’annunciare le prossime iniziative in programma  per celebrare l’ottavo centenario dell’incontro tra Francesco di Assisi e il Sultano al Kamil, propone un approfondimento sul tema.

«Il riferimento esplicito nella Regola alla predicazione tra i saraceni e gli altri infedeli è senza dubbio una delle conseguenze del viaggio di Francesco in Oriente. Qui frate Francesco sperimenta in prima persona un nuovo approccio alla ‘riconquista’ dei Luoghi santi: non il rumore violento della conversione, ma il silenzio docile dell’incontro e dell’ascolto. Il viaggio in Oriente fu dunque fondamentale per la prima e la seconda stesura della Regola.

Il Centro studi frate Elia da Cortona nel 2017 ha promosso un incontro di studi dedicato agli ottocento anni della presenza francescana in Terrasanta, con particolare attenzione al ruolo svolto da frate Elia come primo ministro della nuova provincia ultramarina.

Come noto, infatti, nel 1217 il capitolo generale, riunito alla Porziuncola, stabilisce la suddivisione dell’Ordine in undici province.
La cosiddetta Provincia di Siria o di Terra Santa, comprendeva all’incirca Costantinopoli e il suo impero, la Grecia e le sue isole, l’Asia Minore, Antiochia, la Siria, la Palestina, l’isola di Cipro, l’Egitto e tutto il resto del Levante.

Fin dall’inizio venne ritenuta la provincia più importante dell’Ordine e, forse anche per questo, venne affidata alla competenza e alla capacità di governo di frate Elia, allora figura preminente della nascente fraternità.

L’incontro ha dunque messo in evidenza, a distanza di otto secoli, l’importanza di tale evento, non solo come momento di formazione (anche in chiave “diplomatica”) per lo stesso frate Elia, ma anche per il modello che tale esperienza rappresentò per i futuri missionari francescani.

Gli atti dell’incontro sono in fase di pubblicazione, a cura di P. Gabriel Marius Caliman, nella collana Cortona francescana promossa in collaborazione con l’Accademia Etrusca di Cortona, e data alle stampe per i tipi del CISAM di Spoleto». (A.D.M.)


Leggi qui l'articolo integrale (pag. 20).
Clicca qui per ricevere San Bonaventura informa, gratuitamente ogni mese, in formato digitale.


fonte: Seraphicum Press Office