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Francesco, il Sultano e il cibo
04 Settembre 2018

“Il cibo tra frate Francesco e il sultano – L’alto valore reale e simbolico del nutrimento” è l’articolo proposto nella rubrica di San Bonaventura informa “Francesco e il Sultano” da fra Pietro Messa, frate minore, docente di Storia del Francescanesimo alla Pontificia Università Antonianum.

«Come per molti altri fatti anche per l’incontro tra frate Francesco e il sultano è da distinguere tra ciò che è stato e ciò che è diventato, ossia il significato assunto nella storia a seconda di come è stata costruita la memoria degli eventi.

Infatti fin dalle narrazioni agiografiche del secolo XIII si può notare che spesso l’autore più che narrare l’avvenimento in sé vuole dare un giudizio sulla storia del proprio tempo.

Così in alcune narrazioni si nota una posizione antifedericiana molto evidenziata: mentre l’imperatore Federico II, pur di non ostacolare i propri commerci, scese a compromesso con al-Malik al-Kāmil e non temette di incorrere nella scomunica, il povero san Francesco pur di annunciare il Vangelo non disdegnò di affrontare l’ordalia, ossia la prova del fuoco!

Come la Basilica assisana è una ecclesia specialis quale contraltare a Castel del Monte – emblema del potere di Federico II – così la narrazione e raffigurazione dell’incontro-scontro tra il santo e il sultano sono un giudizio molto preciso sul comportamento imperiale. […]

La condivisione del cibo ricorda quanto fece lo zio di al-Malik al-Kāmil, ossia il famoso Saladino, quando nel luglio 1187 si trovò di fronte alcuni cavalieri e baroni crociati tra cui Guido di Lusignano e Rinaldo di Châtillon; mentre fece abbeverare il primo a una coppa d’acqua fresca in segno di rispetto per la sua vita negò da bere al secondo destinato ad essere ucciso. Tutto ciò mostra l’alto valore reale e simbolico che ha il nutrimento sia presso la corte del sultano che per frate Francesco». (P.M.)


Leggi qui l'articolo integrale (pag. 12).
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fonte: Seraphicum Press Office