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Teologia per tempi incerti
13 Luglio 2018

Teologia per tempi incerti di Brunetto Salvarani è la pubblicazione al centro della rubrica “Il tesoro dello scriba”, curata su San Bonaventura informa da fra Emanuele Rimoli, docente di Antropologia teologica.

«Giona, Noè, Giacobbe, Giobbe, Qohelet, Gesù e la Chiesa. Sette personaggi alla mostra della loro fragilità. Sette prismi per leggere la fragilità di ogni uomo e intuire perfino quella di Dio. Salvarani non insiste sulla comune fragilità degli uomini per geolocalizzare la “valle di lacrime”, ma per spronare a una rieducazione ai rapporti – cosa sono, infatti, l’esistenza, la terra, la famiglia, gli amici, la politica, l’umanità e la Chiesa se non un fitto e complesso o rdito di relazioni?

Approcciare le Scritture con questo sguardo schietto e tenero a un tempo, è un ritorno alla “letteralità sana” delle narrazioni bibliche in cui la vasta gamma dei volti, sentimenti, episodi, contraddizioni e fragilità – appunto il “filtro” applicato dall’Autore – rivelano un’immagine di Dio, e quindi di uomo, più complessa e perciò più veritiera. […]

Salvarani guida il lettore a scoprire la Bibbia fuori da logori luoghi comuni. Ad esempio nel capitolo dedicato a Giobbe stupisce fin da subito il titolo: "Giobbe, o la fragilità delle relazioni affettive".
Ma non si vantava “la pazienza di Giobbe”? Eppure "se c’è qualcosa di evidente […] è il carattere tutt’altro che paziente, anzi!".
Il libro di Giobbe, pur con una durezza che tende il lettore fino allo scandalo, mostra la precarietà delle relazioni: moglie e amici incapaci di cogliere la portata di ciò che ti accade, e arrivano perfino a canzonarti o ad accusarti con sottili ragionamenti; e poi c’è Dio stesso “disposto a renderti oggetto di una scommessa fatale”.

Ma in tutto questo non c’è spazio per la rassegnazione o il cinismo – due paradossali rivendicazioni di forza – al contrario Giobbe, dal suo precario lettuccio di cenere, ingaggia battaglia con Dio, litiga con Lui esigendo spiegazioni.  Così facendo restituisce con coraggio la stessa possibilità a noi lettori forse un po’ troppo pudichi: si può litigare con Dio, Giacobbe ci ha perfino lottato». (E.R.).

 


Leggi qui l'articolo integrale (pag. 24).

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fonte: Seraphicum Press Office