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“Scoprite la gioia della speranza!”
14 Giugno 2018

La figura del cardinale vietnamita François Xavier Nguyên Van Thuan è stata ricordata ieri in un convegno internazionale dal titolo “Speranza, eucaristia, perdono, amore: riflessione sulla spiritualità evangelica ‘asiatica’ del venerabile card. Van Thuan per oggi”, svoltosi presso la Pontificia Facoltà teologica “San Bonaventura” Seraphicum di Roma.

L’evento, promosso dal FIATS, il Franciscan Institute for Asian Theological Studies, fondato e presieduto dal Preside della Facoltà fra Dinh Anh Nhue Nguyen, ha richiamato un folto pubblico, composto in particolare da vietnamiti che hanno sempre riconosciuto nel loro vescovo un esempio di grande fede e coraggio.

Il convegno, svoltosi a un anno dall’attribuzione del titolo di “venerabile”, ha visto come relatori, oltre allo stesso prof. Nguyen (OFMConv), i professori Stéphane Oppes (OFM) e François-Marie Léthel (OCD).
Una spiritualità, quella del cardinal Van Thuan (1928-2002), che emerge con forza e straordinaria coerenza durante la lunga detenzione protrattasi per ben 13 anni, dei quali 9 in isolamento.

Fra Stéphane Oppes, ricordando la scelta del motto episcopale "Gaudium et spes", ha sottolineato come la sua storia “diviene per tutti un paradigma per interpretare il senso profondo della costituzione apostolica Gaudium et spes e di quelle braccia aperte della santa madre Chiesa nei confronti «degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono»: non si tratta di un’apertura di credito in base ad un giudizio di ‘giustezza morale’, ingenuo, se non addirittura falso, nei confronti di strutture politiche e sistemi che tanto hanno disprezzato l’uomo, come, per esempio, il governo totalitario che metteva in carcere Van Thuan. Si tratta invece di un abbraccio di salvezza, di ‘giustizia’ alla maniera paolina, di giustificazione che viene dalla misericordia e dal perdono del Padre. E tale giustificazione non può che passare dal crogiuolo della croce e dell’offerta di sé”.

Fra Nguyen, intervenendo sul tema “Perdono-Amore: osservazioni introduttive sulla lettura inculturata del Vangelo negli esercizi spirituali del Cardinale Van Thuan”, ha rimarcato come “emerge la figura di un pensatore che nelle varie vicende della vita, incluse quelle più tragiche della prigionia e isolamento, ha voluto ed ha saputo nutrirsi dalla Parola di Dio contenuta nella Bibbia e particolarmente nei vangeli, confrontandola con le concrete situazioni del suo cammino di fede da vietnamita, figlio di vietnamiti, cattolico di una famiglia cattolica da più di quattordici generazioni. Di conseguenza, egli ha potuto successivamente condividere con gli altri nelle sue predicazioni riflessioni evangeliche originalissime, quelle appunto puramente vietnamite ed esclusivamente sue”.

L’aspetto relativo alla spiritualità eucaristica del venerabile Van Thuan e alla centralità dell’eucaristia, è stata analizzata da fra François-Marie Léthel che ha raccontato come “fin dall'inizio della sua prigionia, era riuscito ad avere un po' di vino in un flacone di ‘medicine contro il male di stomaco’, insieme a piccole ostie nascoste. Poteva dunque celebrare la messa ogni giorno con tre gocce di vino nel palmo di una mano, e un frammento di ostia nell'altra. Celebrava completamente solo, nel periodo d'isolamento. In altri momenti, celebrava per i fratelli prigionieri, anche nelle condizioni peggiori di miseria e di sporcizia come per esempio nella nave che lo aveva portato dal sud al nord con migliaia di altri prigionieri, e poi nel campo di rieducazione. La messa è celebrata nella più estrema povertà, in questa kenosi, ed è lo stesso per la conservazione del Santissimo, in umilissimi pissidi e tabernacoli, dati da lui ai prigionieri cattolici, mentre porta sempre con sé l'Ostia consacrata: Fabbrichiamo sacchettini con la carta dei pacchetti di sigarette, per conservare il Santissimo Sacramento. Gesù eucaristico è sempre con me nella tasca della camicia. (...)”.

Ad emergere dal convegno è un messaggio forte sulla centralità della speranza, del perdono e dell’amore, sintetizzata del resto nel suo invito: “Scoprite la gioia della speranza!”.


fonte: Seraphicum Press Office