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Le vie degli apostoli Filippo e Giacomo
07 Giugno 2018

Fra Agnello Stoia, parroco della basilica di Santi XII Apostoli, nel centro di Roma, racconta ai lettori di San Bonaventura informa le “strade” che sono state aperte dagli apostoli Filippo e Giacomo: prima la ricognizione delle loro reliquie, poi la via verso l’Oriente, un nuovo e fraterno raccordo con le chiese del mondo a loro dedicate, nella vicinanza alle popolazioni in difficoltà. E per ultima in ordine di tempo, ma di certo non ultima, la recente visita alla basilica romana di Sua Santità Bartolomeo, il patriarca ecumenico di Costantinopoli.

«La ricognizione delle reliquie degli apostoli Filippo e Giacomo (5 aprile - 19 dicembre 2016) ha lasciato ancora molti file aperti sul desktop del mio computer. Qualche studioso ancora non ha consegnato i risultati della ricerca assegnata e non si profila a breve una data in cui presentare tutto il lavoro fatto e le conclusioni a cui siamo giunti. Si sa, è un lavoro paziente che richiede tempo.

Ma c’è una cartella che si fa sempre più consistente, dove ho raccolto altro materiale di documentazione. Non è materiale storico o scientifico, che facilmente può trovar posto in una futura e doverosa pubblicazione sulla ricognizione, è piuttosto la narrazione di quanto è accaduto e accade attorno alle reliquie degli apostoli relativamente a questo evento.

Potevo archiviare la cartella sotto la voce “culto” - che oggettivamente ha registrato un forte incremento - avrei però espresso un concetto passivo, perché soggetto del culto sono i fedeli: ma non si tratta di statistiche o di foto coi gruppi di pellegrini. Alla fine l’ho chiamata “Le vie degli apostoli”, perché il soggetto di quanto documentato sono le strade che hanno aperto loro due, Filippo e Giacomo. […]

Anche io non smetto di stupirmi in questo confidenziale dialogo con gli apostoli e questi fatti danno forma e sostanza al mio compito di parroco e custode di una basilica che non ha per fondamento pietre inerti ma fuoco e lievito: le vivificanti reliquie dei testimoni del Risorto, Filippo e Giacomo.
Già, vivificanti, come ama definirle il Patriarca Bartolomeo. Ricordo che mi stupì - appunto! - il fatto di sentirglielo ripetere più volte, nel suo discorso a Smirne, quell’aggettivo che noi latini attribuiamo allo Spirito Santo: Dominum et vivificantem». (A.S.)


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fonte: Seraphicum Press Office