CONTATTI RICERCA FOTOGALLERY DONAZIONI
NEWS
torna alla home
Uscita comunitaria - Sabaudia
14 Maggio 2018

È ormai una consuetudine, al Seraphicum, l’annuale uscita comunitaria dei frati della comunità stabile. Il periodo è il mese di maggio, un tempo in cui è più facile potersi muovere in libertà. Ma non sempre ci abbiamo indovinato con la meteorologia. Quest’anno, è andata bene. La meta: un itinerario sul lago di Paola (Sabaudia) tra storia, natura e leggenda. Sì, perché non viene mai tralasciato il taglio culturale della giornata. Il 12 maggio mattina, alle ore 10, eravamo già sul battello. La guida, che ci accompagnerà per tutta la giornata, dà inizio alla escursione facendoci immergere nella contemplazione delle bellezze paesaggistiche del parco nazionale del Circeo, richiamando alla nostra memoria le vicende di Ulisse e degli dei del luogo, indicandoci i resti della villa imperiale di Domiziano che si scorgevano appena al di là della ricca vegetazione che disegnava le sponde del lago, illustrandoci la composizione delle anse del lago (sul posto chiamate “bracci”), nate come residui di antichi corsi d’acqua. Un itinerario dalla leggenda all’uomo di oggi, con la sua capacità di devastazioni, ma anche con la sua capacità di sapere recuperare e salvaguardare gli incanti del creato.

Dopo l’escursione in battello, siamo saliti a Sabaudia, dove la guida, presentandoci la storia della fondazione della cittadina con i suoi protagonisti, ci ha accompagnato a visitarne i posti più significativi. Molto apprezzata, da parte di tutti noi, è stata la visita alla chiesa della Santissima Annunziata, officiata, fino a qualche anno fa, dai nostri frati della Provincia italiana di Sant’Antonio e a loro assegnata dall’allora vescovo di Terracina, Sezze e Priverno, mons. Pio Leonardo Navarra (1877-1954), anche lui frate minore conventuale. Il titolo della chiesa si intuiva già dal grande mosaico di Ferruccio Ferrazzi che sovrasta l’ingresso e che ritrae il momento dell’Annunciazione a Maria. All’interno abbiamo potuto ammirare, in modo particolare, la cappella reale, un autentico piccolo tesoro in legno, donata alla chiesa dalla regina Elena nel 1935. Dopo il pranzo, non poteva mancare la visita al santuario della Madonna della Sorresca: un piccolo edificio, sorto lì come per incanto, tra storia e leggenda, quasi a custodire, vegliando, il dono della bellezza fatto dal Creatore a quella porzione di terra.

Felice Fiasconaro


fonte: Seraphicum