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S come seraficità
23 Aprile 2018

“Il Serafico Padre san Francesco e la seraficità come attributo dei cristiani” è il tema trattato da fra Emil Kumka, docente di Francescanesimo, nella rubrica “Lessico francescano” di San Bonaventura informa. L’articolo presenta la voce “seraficità” contenuta nella seconda edizione, ampliata e rivista, del Dizionario Francescano in lingua polacca (Leksykon Duchowosci Franciszkanskiej).

San Bonaventura informa, con questa rubrica avviata nel n. 45 del novembre 2016, offre ogni mese in esclusiva ai propri lettori la possibilità di conoscere le venti nuove parole introdotte nel dizionario, attraverso una sintesi delle stesse a cura di fra Kumka, redattore responsabile dello stesso dizionario.

«Il primo stigmatizzato nella storia - scrive fra Kumka - iniziò, in un certo momento, a essere rappresentato con i cori angelici, formati dai serafini la cui caratteristica è l’amore perfetto. Negli Scritti di san Francesco il termine “serafini” si trova una volta sola nella Rnb 23,6. Invece nella rubrica della Chartula, aggiunta da fra Leone, troviamo la notizia sulla figura del Serafino dal quale il Poverello ricevette le parole e le stimmate.

Nell’eredità di santa Chiara non si trova alcuna menzione del Serafino, né chiama Francesco come “serafico”. Ugualmente non c’è tale espressione nella Lettera enciclica di frate Elia, che riguardo alla stigmatizzazione notifica: “...il fratello e padre nostro apparve crocifisso”, neppure la bolla di canonizzazione Mira circa nos di Gregorio IX (16 luglio 1228), richiama la figura angelica.

Il paragone tra Francesco e il Serafino nasce dalla penna di Tommaso da Celano nella VbF 94-96 dove, per la prima volta, evoca la visione del Serafino che il Santo ebbe poco prima della stigmatizzazione (VbF 94). La seconda volta il tema ritorna nella VbF 112-115, con la descrizione della morte di Francesco e l’interpretazione della figura spirituale dello Stigmatizzato.

Decodificando le sei ali del Serafino, il biografo indica le virtù e le opere concrete, che devono contraddistinguere ogni cristiano: intenzione pura e azione retta (le ali sopra la testa), duplice amore del prossimo (le ali stese per il volo), penitenza e confessione (le ali che coprono il corpo)». (E.K.)


Leggi qui l'articolo integrale (pag. 16).
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fonte: Seraphicum Press Office