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Religioni e ambiente, per la cura della casa comune
05 Febbraio 2021

Leggi qui l'articolo integrale (a pag.9)


Qual è il contributo del misticismo all’ecologia integrale? All’indomani della Giornata internazionale della fratellanza umana, fra Silvestro Bejan, docente di Teologia delle religioni, ci accompagna - in San Bonaventura informa - in una riflessione per comprendere il rapporto tra ambiente e le diverse religioni, alla ricerca di un preciso obiettivo: proteggere la casa comune.

«Quale è il rapporto che le religioni hanno con l’ambiente? Quanto influiscono le religioni nel determinare ciò che siamo rispetto all’ambiente nel quale viviamo? Esiste una educazione religiosa alla questione ambientale? Qualcuno si chiede perfino “Qual è la religione più green?” ma è fuori posto fare una classifica.

Oggi, molto più di prima, il rapporto tra religione e ambiente è vivo ed attuale in tutte le religioni del mondo, risultando la tutela ambientale una proiezione collettiva della libertà religiosa. I vari incontri interreligiosi degli ultimi decenni, compresi quelli di Assisi, hanno fatto fare al mondo uno straordinario balzo in avanti non solo verso “il dialogo interreligioso” – oppure “intrareligioso” - ma anche verso una sensibilizzazione e responsabilizzazione pro tutela dell’ambiente.

Le religioni e i movimenti religiosi, negli ultimi tempi, hanno sperimentato - attraverso la loro attività nella sfera pubblica - la vocazione ecologista propria dei loro culti, alimentando un dibattito internazionale in materia di salvaguardia dei diritti umani e contribuendo alla costruzione del diritto all’ambiente, consapevoli del proprio ruolo incisivo nei processi di edificazione dell’identità che non risulta più solo limitata alla dimensione esclusivamente spirituale.

Anche se ci sono molte e importanti differenze tra le religioni, c’è anche un fondo comune donde operare insieme nella soluzione di questa drammatica sfida della nostra epoca: proteggere l’ambiente. Questa sfida, come si pone ad ogni coscienza umana, comporta il problema di una ragionevole qualità della vita per tutti, il problema della sopravvivenza per l’umanità, il problema della vita e della morte.

Papa Francesco nella sua enciclica Laudato si’, afferma: “Bisogna rafforzare la consapevolezza che siamo una sola famiglia umana. Non ci sono frontiere e barriere politiche o sociali che ci permettano di isolarci, e per ciò stesso non c’è nemmeno spazio per la globalizzazione dell’indifferenza” (n. 52).

E ancora prima al n. 13: “La sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale, poiché sappiamo che le cose possono cambiare. Il Creatore non ci abbandona, non fa mai marcia indietro nel suo progetto di amore, non si pente di averci creato. L’umanità ha ancora la capacità di collaborare per costruire la nostra casa comune”.

“La maggior parte degli abitanti del pianeta si dichiarano credenti, e questo dovrebbe spingere le religioni ad entrare in un dialogo tra loro orientato alla cura della natura, alla difesa dei poveri, alla costruzione di una rete di rispetto e di fraternità” (n. 201)». (S.B.)


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fonte: Seraphicum Press Office