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Amen. Il padre nostro dalla fine al principio
11 Dicembre 2020

Leggi qui l'articolo integrale (a pag. 26)


Amen. La fine del Padre nostro è il primo degli appuntamenti con una nuova rubrica di San Bonaventura informa, curata da fra Emanuele Rimoli, nella quale si ripercorre questa preghiera dalla fine al principio.

«La versione liturgica della preghiera del Signore si conclude con la parola Amen, la più sintetica testimonianza di fede che le Scritture ci trasmettono - ci credo, così sia, è così, sì, siamo soliti tradurla e intenderla in questo modo. Nonostante essere così piccola, essa custodisce la forza di un segreto intimo: la conferma, da parte nostra, che ciò che abbiamo pregato con le stesse parole di Gesù costituisce anche la nostra preghiera, il nostro personale modo di rivolgerci al Padre. Non è poco. Al suo cuore, infatti, è l’assenso, l’adesione radicale al modo del tutto privilegiato di Gesù di rapportarsi con il Padre (cf. 1Cor 1,9) - Sì, riconosco che questo è il rapporto in cui scopro il mio volto di figlio perdonato, e questo rapporto desidero viverlo assieme e a favore degli altri, miei fratelli. La scoperta della paternità di Dio apre e nutre la fraternità fra gli uomini. L’evangelista Giovanni allude allo stesso dinamismo riportando le parole di Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me» (Gv 14,6).

Egli è infatti la via che permette l’incontro disarmato, unendo allo stesso tempo il Padre all’umanità e gli uomini fra di loro; è la verità che è l’amore del Padre per l’umanità, e costituisce il principio dell’agire affinché questo amore risplenda a favore di tutti e tutti ne possano godere; e la vita che non cede a mortificazione alcuna pur di far splendere quell’amore.

Amen è dunque l’espressione biblica più sintetica della fede. È usata in forma di verbo in una affermazione emblematica: «Se non credete [se non rimanete fedeli a Dio] non avrete alcuna stabilità / non sussisterete / non resisterete» (Is 7,9). Si tratta dell’idea di stabilità, di fondamento sicuro, terreno solido, fedeltà, confidenza, fiducia.

In questo contesto la fede in Dio assume l’aspetto del mantenersi uniti stretti a Lui «tramite il quale l’uomo acquista un solido appoggio per la sua vita» (Ratzinger, Chi ci aiuta a vivere?). La versione greca della LXX inoltre, traduce e interpreta il testo di Is facendo emergere una sfumatura di senso: «Se voi non credete, non riuscirete nemmeno a comprendere». La deduzione immediata è fortissima: la fede comporta una comprensione degli eventi tale da dare stabilità.

 

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fonte: Seraphicum Press Office