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Giovanni Paolo II e l’amore verso Dio e i fratelli
10 Dicembre 2020

Leggi qui l'articolo integrale (a pag. 21)


Prosegue l’approfondimento sulla figura di san Giovanni Paolo II, nel centenario della nascita. Fra Raffaele Di Muro affronta in questo numero di San Bonaventura informa il tema dell’amore verso Dio e i fratelli. Con l’uscita dell’ultimo numero dell’anno del nostro mensile (prima del Natale), pubblicheremo anche il supplemento sul tema Giovanni Paolo II: dottrina e santità.

«Dopo esserci occupati del pensiero di Giovanni Paolo II, nel corso dell’anno centenario dalla sua nascita, ci sembra opportuno soffermarci sulla sua personale santità. Si è presentato così a tutta l’umanità Karol Wojtyła: "Sia lodato Gesù Cristo. Carissimi fratelli e sorelle, siamo ancora tutti addolorati dopo la morte del nostro amatissimo papa Giovanni Paolo I. Ed ecco che gli Eminentissimi Cardinali hanno chiamato un nuovo vescovo di Roma. Lo hanno chiamato da un paese lontano... lontano, ma sempre così vicino per la comunione nella fede e nella tradizione cristiana. Ho avuto paura nel ricevere questa nomina, ma l’ho fatto nello spirito dell’ubbidienza verso Nostro Signore Gesù Cristo e nella fiducia totale verso la sua Madre, la Madonna Santissima. Non so se posso bene spiegarmi nella vostra... nostra lingua italiana. Se mi sbaglio mi corrigerete. E così mi presento a voi tutti, per confessare la nostra fede comune, la nostra speranza, la nostra fiducia nella Madre di Cristo e della Chiesa, e anche per incominciare di nuovo su questa strada della storia e della Chiesa, con l’aiuto di Dio e con l’aiuto degli uomini".

Tutti sono stati conquistati da tanta semplicità e da tanto fervore. In quelle poche parole si celava uno splendido programma di santità. Giovanni Paolo II è stato un autentico uomo di Dio. Ha sempre ricercato la dimensione della contemplazione, dedicando ampi spazi alla preghiera. Innamorato dell’Eucarestia, ha vissuto un percorso sempre corroborato dalla forza della celebrazione della Messa di ogni giorno e dalle lunghe soste davanti al Santissimo Sacramento. Il suo amore per Maria era particolarmente evidente. La sua predilezione per la Madonna Nera di Polonia era palese e il nome della Vergine era ben incastonato nel suo motto e nel suo simbolo episcopali nonché nel suo stile personale. La vita di orazione è stata la base del suo vissuto, una base che ha attinto a tutte le spiritualità ed a tutti i carismi della Chiesa». (R.D.M.)

 

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fonte: Seraphicum Press Office