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Fra Antonio Mansi e noi
07 Dicembre 2020

Leggi qui l'articolo integrale (a pag. 9)


È frequente il parallelismo tra il Covid-19 e la Febbre spagnola che, dopo la prima guerra mondiale, "entrò" tra le mura del Collegio "San Bonaventura" provocando diverse vittime, tra le quali il giovane fra Antonio Mansi. Cronista di quel drammatico periodo fu fra Massimiliano Kolbe, cui attinge fra Gianfranco Grieco per raccontare in San Bonaventura informa quegli anni terribili ma anche per sottolineare la necessità di un globale cambio di passo.

«Tormentati e perseguitati dalla epidemia del Covid-19, che non si stanca di turbarci e di ferirci, è doveroso, in questa triste stagione fare memoria di fra Antonio Mansi (nella foto), alunno della nostra Facoltà teologica "San Bonaventura", morto di febbre spagnola il 31 ottobre 1918 a Roma all’età di 22 anni. Dal fronte il frate religioso cappellano era rientrato tra le mura del collegio serafico internazionale di via san Teodoro 42 e il rettore padre Stefano Ignudi, dantista di fama internazionale e confessore di papa Benedetto XV, aveva pregato fra Antonio di curare uno dei padri che l’aveva contratta nell’esercito. Da qui il contagio - 23 ottobre - e, solo pochi giorni dopo - il 31 - la morte.

"Covid come la Spagnola. Riprese ferocemente a settembre…" - scriveva su La Stampa di Torino Eugenia Tognotti il 29 giugno 2020. La studiosa riportava l’affermazione del direttore aggiunto dell’Organizzazione mondiale della sanità per le iniziative strategiche, Ranieri Guerra. Nessuno, in questi mesi, aveva proposto un vaticinio così minaccioso stabilendo un parallelo con l’agghiacciante influenza del 1918, col suo spaventoso bilancio di decine di milioni di vittime intorno al mondo.

Con il coronavirus abbiamo firmato solo un armistizio ma la guerra continua, e può riservarci una nuova terribile ondata come avvenne con la pandemia del 1918. Le tre ondate di allora, si diffusero più o meno simultaneamente, durante il periodo di dodici mesi 1918-19, in Europa, in Asia e nell’America del Nord. Non è certo - rilevano oggi gli esperti - che fossero causate dallo stesso virus o dalle sue varianti. La prima iniziò nel marzo del 1918 e si diffuse in modo non uniforme negli Stati Uniti, in Europa e forse in Asia nei sei mesi successivi. […]

Covid-19 e Febbre spagnola, in due contesti diversi, sono, tristemente, la stessa drammatica realtà. Mietevano lacrime amare e fra Antonio Mansi era uno dei primi feriti a morte all’alba di quel lontano giovedì 31 ottobre 1918. «In collegio - scriveva fra Massimiliano Kolbe - abbiamo trovato alcuni ammalati di "febbre spagnola" e fra Antonio Mansi ormai vicino alla morte». […]

Volti e immagini di ieri, volti e immagini di oggi. Cent’anni dopo, la campana è tornata a suonare. Fare i sordi non giova! Occorre dare una svolta epocale a quel nuovo stile di vita personale e comunitario, nazionale e internazionale, auspicato da papa Francesco e da quanti hanno a cuore il presente e il futuro del mondo globalizzato». (G.G.)

 

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fonte: Seraphicum Press Office