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Il senso è l’attualità della "forma vitae" di Francesco e Chiara
27 Novembre 2020

Leggi qui l’intervista (a pag. 31)


Qual è il senso è l’attualità della forma vitae di san Francesco d’Assisi, di santa Chiara e dei francescani che hanno seguito e continuano a seguire questi passi? La Regola di san Francesco, quella di santa Chiara e gli aspetti principali della vita francescana dovevano essere al centro di una giornata di studio per frati e clarisse (il 13 novembre) rimandata a causa delle restrizioni per il contenimento della pandemia.

Ne abbiamo comunque parlato, in San Bonaventura informa, con fra Adam Mączka, frate minore conventuale, docente di Storia francescana e Rettore del Collegio "San Bonaventura", promotore - assieme a suor Damiana Ardesi, Presidente della Federazione delle Monache Clarisse Urbaniste - di questo appuntamento di formazione, rimandato ai prossimi mesi.

Da docente di storia francescana ma anche da frate, qual è la ricchezza, nell’oggi, della forma vitae voluta, vissuta e testimoniata da Francesco, da Chiara e dai tanti fratelli e sorelle che nei secoli hanno intrapreso questo cammino?

La forma vitae francescana è una visione che fa riferimento all’insegnamento di san Francesco e di santa Chiara come fondatori e costanti ispiratori della forma di vita e anche del pensiero della famiglia francescana. Entrambi hanno vissuto una profonda esperienza religiosa senza esprimerla in un linguaggio teologico "professionale" ma offrendo elementi di notevole valore.

Lo studio sulla Regola di san Francesco e su quella di santa Chiara ci permette di affrontare e offrire notevoli stimoli di riflessione per un ulteriore e attuale approfondimento, chiedendoci appunto qual è la ricchezza, nell’oggi, della forma vitae francescana. L’ambiente medievale era saturo dei discorsi sulla vita evangelica-apostolica, offerti nei toni più svariati e non sempre ortodossi. La novità fu proprio che due persone "nuove", "rinnovate nello Spirito" come Chiara e Francesco, seppero far penetrare quell’ideale evangelico oltre le solite categorie feudali di chierici e di monaci, e cioè nelle masse popolari. Questa è la ricchezza della forma vitae francescana, che ci provoca sempre, anche nell’oggi.

Si parla tanto di un maggiore ruolo della donna nella Chiesa. Qual è lo spazio delle clarisse all’interno del mondo francescano? Quale la collaborazione con i "fratelli" frati?

Questo percorso di formazione per i francescani e le clarisse ha lo scopo di rendere più viva, dinanzi alla Chiesa e al mondo odierno, l’immagine di Francesco e di Chiara quale esempio e specchio di quei valori che richiamano all’Altissimo e di cui l’uomo avverte il bisogno e il desiderio. Naturalmente, quell’immagine di Chiara e di Francesco può rivivere soprattutto nella vita delle figlie e sorelle e dei figli e fratelli sparsi in tutti i continenti. Formazione come impegno di fedeltà all’identità nel nostro tempo: su questo deve centrarsi la collaborazione tra i francescani e le clarisse.

Si parte ovviamente dalla Regola che, nella sua essenzialità, ci dice di "osservare il vangelo di nostro Signore Gesù Cristo, vivendo in obbedienza, senza nulla di proprio e in castità". Lo spazio delle clarisse all’interno del mondo francescano è come quello ai tempi di san Francesco e di santa Chiara. Questo è un aspetto principale della forma vitae, il legame tra le sorelle e tra i frati. L’unità e l’appartenenza all’unica famiglia e alla stessa fraternità è valore fondante della storia francescana e clariana, ma soprattutto della nostra vita quotidiana». (E.L.I.)

 

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fonte: Seraphicum Press Office