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Ludovico Necchi, medico e francescano secolare
25 Novembre 2020

Leggi qui l'articolo integrale (a pag. 37)


Una vita spesa tra l’apostolato e la politica è quella del medico e francescano secolare Ludovico Necchi, raccontata da fra Felice Autieri nella rubrica "La fraternità dei laici" di San Bonaventura informa. Un profilo biografico dal quale emerge come dalla verità cristiana scaturiscano anche le soluzioni alle questioni sociali.

«Ludovico Necchi nacque a Milano il 19 novembre 1876, figlio dei coniugi Luigi e Cecilia Frisiani. I genitori erano di ceto agiato ed appoggiavano il clima anticlericale del tempo, tuttavia l’indifferenza dei genitori non giunse al punto di rifiutare le cerimonie religiose nei momenti importanti della vita familiare, tanto che il 27 novembre dello stesso anno fecero battezzare il piccolo Ludovico.

Fin da piccolo, sensibile al cristianesimo, creò una forte irritazione nei genitori che dopo la scuola dell’obbligo mandarono il figlio alla scuola pubblica. Al liceo classico "Giuseppe Parini" incontrò, tra i compagni di classe, una figura che lo accompagnò per tutta la vita: Agostino Gemelli. Terminato il liceo, nell’autunno del 1896 si iscrisse al primo anno di medicina a Pavia il cui ambiente era avverso per chi si professava cattolico.

Impressionato dalla situazione di degrado religioso dell’università, con l’appoggio del vescovo di Pavia Agostino Riboldi, fu impegnato in molte iniziative di apostolato e in azioni sociali a favore dei poveri, divenendo protagonista di comizi nelle piazze, nelle campagne pavesi e in tempestosi contraddittori con i socialisti.

Necchi ritenne che la verità cristiana sull’uomo, ponendosi tra liberalismo e socialismo, offrisse delle soluzioni incisive alla questione sociale.

Dopo aver assolto l’obbligo di leva a Milano come infermiere con Gemelli, il suo esempio di fede, rettitudine, austerità, fecero vacillare le convinzioni socialiste dell’amico, favorendone la conversione al cattolicesimo. Questi, infatti, la mattina del venerdì santo del 1903, decise di farsi accompagnare in chiesa da fra Arcangelo Mazzotti e dal Necchi, abbracciando la vita religiosa nell’Ordine dei frati minori. Al Necchi fu riconosciuta la paternità della conversione, anche se non se ne vantò mai.

Dopo aver compreso di non essere chiamato al sacerdozio, decise di recarsi a Berlino a perfezionare i suoi studi sulle malattie nervose per poter tornare a Milano ed esercitare la professione medica.

Nel 1904 professò nell’Ordine francescano secolare, il 26 aprile 1905 sposò Vittoria Della Silva De Rido Castiglioni e dopo il matrimonio dedicò gran parte della sua attività professionale all’assistenza medica gratuita». (F.A.)

 

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fonte: Seraphicum Press Office