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La fraternità nel libro di fra Enzo Galli
24 Novembre 2020

Leggi qui l'articolo integrale (a pag. 42)


Si parla di fraternità nella rubrica "Tra le righe" di San Bonaventura informa e l’occasione è data dal nuovo libro di fra Enzo Galli intitolato appunto "Fraternità". A recensire la pubblicazione, incentrata su un tema che è parte costitutiva della vita francescana ma anche così attuale e attualizzato dai continui richiami di papa Francesco, è fra Felice Fiasconaro, docente di Ecclesiologia, Mariologia e Guardiano della comunità del Seraphicum.

«Il termine "fraternità", oggi, è di attualità. In campo cattolico, ha contribuito molto l’insistenza sul tema da parte di papa Francesco nella Evangelii gaudium. Nello stesso tempo, si nota, qua e là, un uso molto variegato del termine. In qualche caso, sembra perfino che si sia perso di vista la sua radice cristiana. Di qui, la necessità e l’urgenza di un approfondimento volto a riscoprirne il suo significato evangelico e a restituirgli la dignità di "parola della fede".

È in questo contesto che ci piace vedere collocata l’ultima enciclica di papa Francesco Fratelli tutti, firmata, non a caso, il 3 ottobre sulla tomba di san Francesco in Assisi. Ed è sempre in questo contesto che ci piace collocare questo libro di Enzo Galli, uscito nei giorni vicini alla festa di san Francesco. Diciamo subito che il libro del Galli si legge tutto d’un fiato ed è una bella lettura. Ha uno stile scorrevole, un linguaggio limpido, essenziale. Non ha sbavature, divagazioni, fronzoli. Le parole sembrano perfino contate. Metodologicamente è impostato molto bene. Sembra che voglia accompagnare il lettore senza fargli perdere mai il filo del discorso che porta avanti. Ogni capitolo è, prima, presentato e, in conclusione, ne viene brevemente richiamata una sintesi, che, per un verso, ricapitola i contenuti, per un altro, li lega a quelli passati e ai seguenti.

Il libro è un rapido viaggio lungo la storia dell’umanità, alla ricerca delle radici e del significato pregnante del termine "fraternità", come "parola di fede". Inizia dalle prime coppie di fratelli (Caino e Abele; Esaù e Giacobbe; Giuseppe e i suoi fratelli), da cui fa emergere che la fraternità è, prima di tutto, fonte di differenziazione, data dalla diversità della natura dei componenti, ma che viene superata con l’accoglienza dell’altro, andando oltre il proprio individualismo. Accanto a questo tipo di fraternità, dato dal legame di sangue, già da allora, ne emerge un altro, che ha un’apertura più ampia, perché abbraccia gli stessi membri di un popolo che si riconosce "popolo di Dio", e di un Dio Creatore e Padre.

Le radici vere della fraternità cristiana le troviamo nel secondo capitolo, in Gesù, Figlio di Dio, che vuole associati a sé tutti gli uomini, nella sua relazione filiale con il Padre. Con il battesimo, pertanto, per l’azione dello Spirito Santo che ci fa "figli nel Figlio", diventiamo tutti fratelli di Gesù, figli dello stesso Padre, incorporati nella Chiesa.

La prima comunità cristiana visse in pienezza questa novità di vita, dando un’autentica testimonianza di quella che deve essere una fraternità cristianamente intesa». (F.F.)

 

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fonte: Seraphicum Press Office