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Vivere la missione della Chiesa nella pandemia
18 Novembre 2020

Leggi qui l'articolo integrale (a pag. 19)


La rubrica "Testimoni del Vangelo" di San Bonaventura informa ripercorre le parole di papa Francesco per la Giornata missionaria mondiale, "tempo forte" per vivere la missione della Chiesa nella pandemia. Ne scrive fra Paolo Fiasconaro, frate minore conventuale, direttore del Centro Missionario Francescano.

«Nel suo messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale, papa Francesco ci ha invitati a credere che Gesù cammina con noi, ci accompagna in questo percorso faticoso, nella fiducia che il buon Dio certamente guida le sorti dell’intera umanità.

"La missione è risposta, libera e consapevole, alla chiamata di Dio. Ma questa chiamata possiamo percepirla solo quando viviamo un rapporto personale di amore con Gesù vivo nella sua Chiesa. Chiediamoci: …siamo pronti ad essere senza riserve al servizio della volontà di Dio (cfr Lc 1,38)? Questa disponibilità interiore è molto importante per poter rispondere a Dio: ‘Eccomi, Signore, manda me’ (cfr Is 6,8). E questo non in astratto, ma nell’oggi della Chiesa e della storia".

Inoltre, il Papa fa riferimento alla grave situazione storica di questi tempi per il flagello del Covid-19 che sta attraversando l’intero pianeta. "Capire - continua papa Francesco - che cosa Dio ci stia dicendo in questi tempi di pandemia diventa una sfida anche per la missione della Chiesa. La malattia, la sofferenza, la paura, l’isolamento ci interpellano. La povertà di chi muore solo, di chi è abbandonato a sé stesso, di chi perde il lavoro e il salario, di chi non ha casa e cibo ci interroga. Obbligati alla distanza fisica e a rimanere a casa, siamo invitati a riscoprire che abbiamo bisogno delle relazioni sociali, e anche della relazione comunitaria con Dio. Lungi dall’aumentare la diffidenza e l’indifferenza, questa condizione dovrebbe renderci più attenti al nostro modo di relazionarci con gli altri".

La dimensione universale e missionaria della Chiesa si misura dalla capacità dei credenti di guardare "oltre" i nostri confini e abbracciare quella "solidarietà senza frontiere", aperti ai bisogni dell’uomo contemporaneo. Le riflessioni proposte in questo mese missionario, occasione propizia per riaccendere dentro di noi quella scintilla di luce missionaria, diventano impegni concreti per crescere in quella "mission possible" ad ogni livello. Il tema "Eccomi, manda me" si coniuga bene con la risposta di ogni credente, che deve realizzare nella propria vita quella "Chiesa in uscita" di cui papa Francesco non si stanca mai di stimolare noi uomini e donne di Chiesa, per "uscire" dai nostri ambiti o recinti… per "andare e annunziare"». (P.F.)

 

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fonte: Seraphicum Press Office