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La preghiera del Padre nostro, dalla fine al principio
09 Novembre 2020

Leggi qui l'articolo integrale (a pag. 29)


"La preghiera del Padre nostro, dalla fine al principio" è la nuova rubrica presentata, nell’ultimo numero di San Bonaventura informa, da fra Emanuele Rimoli. Un cammino a ritroso per giungere al culmine della vita spirituale, rileggendo questa preghiera in ordine inverso, secondo una intuizione di san Massimo il Confessore.

«La recente enciclica Fratelli tutti conferma che il mistero della fraternità segue la larghezza di un «amore che va al di là delle barriere della geografia e dello spazio». Una tale dilatazione d’orizzonte – nonostante le recriminazioni interiori e non - corrisponde al desiderio radicale dei cuori di poter godere i rapporti senza rimanere imbrigliati in rivendicazioni o accuse.

Ora, questo mistero "orizzontale" trova la sua radice "dall’alto" nella paternità di Dio manifestata da Gesù nel suo rapportarsi con l’umanità e la creazione durante la vita terrena, fino alla massima rivelazione sulla croce dove si realizza la parola precedentemente detta a Nicodemo: la venuta del Figlio nel mondo ha come obiettivo inglobare il mondo intero nell’amore del Padre.

Diventare partecipi di questo amore corrisponde alla salvezza (cf. Gv 3,16). La preghiera del Padre nostro infatti, se per un verso esprime il personale rapporto di Gesù con il Padre, dall’altro illustra la relazione in cui veniamo innestati per mezzo del battesimo (cf. 1Cor 1,9). Così nell’umanità benedetta di Gesù, ponte tra Dio e la creazione, siamo anche noi resi figli, abilitati a rapportarci con Dio e con ogni creatura alla maniera di Gesù, cioè appunto da figli, avendo i suoi sentimenti e il suo pensiero (cf. Fil 2,5; 1Cor 2,16), e facendo fiorire la nostra umanità secondo lo Spirito ricevuto (Gal 2,20; 5,22).

In questa relazione, e con lo stile che essa comporta, i cristiani sono chiamati a inglobare l’umanità intera e l’intera creazione, perché il volto paterno di Dio rivelato in Gesù sia annunciato e reso accessibile ai cuori saziandone l’intimo desiderio – "Di te ha detto il mio cuore ‘Cercate il suo volto’; il tuo volto, Signore, io cerco" (Sal 26,8).

L’itinerario di questa nuova rubrica, dunque, è quello della stessa preghiera del Signore, al fine di coglierne allusioni e segreti. Ma con una novità: percorreremo la preghiera dalla fine al principio (intuizione di san Massimo il Confessore, VI-VII sec.), a ritroso rispetto a come si prega, poiché dire "Padre nostro" in verità è l’obiettivo della preghiera, culmine dell’intera vita spirituale che si esprime nella larghezza in umanità; mentre l’esperienza di partenza di ognuno è la costatazione delle resistenze e illusioni che ci abitano - appunto "liberaci dal male"». (E.R.)

 

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fonte: Seraphicum Press Office