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Il sogno di un'economia fraterna
06 Novembre 2020

Leggi qui l'articolo integrale (a pag. 11)


"Il sogno dell’economia fraterna è possibile: tanto amore per il fratello quanto per il Padre" è la riflessione che propone Oreste Bazzichi, docente di Filosofia sociale ed etico-economica, in San Bonaventura informa. Una riflessione che parte da una mostra recentemente allestita ad Assisi, cuore dell’evento internazionale on line "The Economy of Francesco" in programma dal 19 e 21 novembre.

«L’epidemia ha dimostrato che i nostri modelli, in primis quelli economici, devono cambiare. Abbiamo bisogno di consolidare le reti di solidarietà, ma soprattutto di fraternità: quel principio che Francesco d’Assisi derivò dal Vangelo non fondando monasteri, ma fraternità, formate sulla comune figliolanza nell’unico Padre nostro che sta nei cieli, che papa Francesco esalta nell’enciclica Fratelli tutti.

L’iniziativa (raccontata in un catalogo) da un lato rappresenta una tappa di avvicinamento all’evento The Economy of Francesco, che si svolgerà nella modalità on line dal 19 al 21 novembre, con l’obiettivo di avviare un processo di cambiamento globale, affinché l’economia di oggi e di domani sia più giusta, inclusiva e sostenibile, dall’altro, estendere, come in un mosaico di vedute e di idee, in dodici itinerari chiave, le radici percorse dalla Scuola francescana anche per quella parte di pensiero quasi del tutto sconosciuta alla storia delle dottrine socio-economiche. […]

La pandemia lo ha ampiamente dimostrato: all’ecologia integrale (ambientale, economica, sociale, culturale e della vita quotidiana) che punta allo sviluppo umano integrale (beni materiali, immateriali e relazionali), conculcati dalla Laudato si’, va aggiunto il paradigma della fraternità e dell’amicizia sociale, perché guarda all’amore per la libertà creativa, comune riferimento dell’umanità e parametro ispirato al Cantico delle Creature.

Nelle catechesi alle udienze generali degli ultimi mesi, papa Francesco non ha mancato di presentarci due sfide che derivano dalla pandemia: da un lato, curare un piccolo ma tremendo virus, che mette in ginocchio il mondo intero; dall’altro, curare un grande virus, quello dell’ingiustizia sociale, della disuguaglianza di opportunità, dell’emarginazione e della mancanza di protezione dei più deboli. "La pandemia è una crisi e da una crisi non si esce uguali, si esce migliori o si esce peggiori. Dovremmo uscirne migliori".

Per questo, come hanno fatto i predecessori, egli chiede un nuovo modello economico più giusto, che guardi al futuro, a un ritorno del denaro al suo ruolo originario di appoggio all’impianto produttivo dell’economia. Ma c’è ancora di più. Per il Patrono d’Italia, il prendersi cura degli altri come di se stessi diventa via e spazio privilegiato di evangelizzazione.

Non può esistere perciò un frate che si ritiri in una condizione isolata. Sarebbe un controsenso, una contro-testimonianza. Per Francesco, infatti, tanto cresce l’amore verso il Padre quanto si rafforza quello verso il fratello nel cui volto si ritrovano i tratti del Creatore. Un amore che in lui si dilata fino a diventare cosmico perché la fraternità si fa abbraccio verso ogni creatura: anche il Sole è chiamato fratello e la Luna sorella.

Otto secoli dopo, nonostante il crescere degli egoismi e l’innalzarsi di barriere di ogni tipo, il mondo ha ancora sete di fraternità e di paternità». (O.B.)


Foto: Gabriele Vicari, Attualità di san Francesco, part. Per gentile concessione del Comitato Archivio artistico-documentario Gierut.

 

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fonte: Seraphicum Press Office