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Una "esplorazione speleologica" di "Fratelli tutti"
02 Novembre 2020

Leggi qui l’articolo integrale (a pag. 2)


Sono numerosissimi i commenti all’enciclica Fratelli tutti di papa Francesco che ci accompagnano sin dalle ore successive all’uscita del documento. San Bonaventura informa propone qualcosa di differente: fra Emanuele Rimoli, docente di Antropologia cristiana, offre ai lettori una "esplorazione speleologica" del documento, con l’obiettivo di "contemplare lo spettacolo di stalattiti non visibili dalla superficie".

«Chi ha già affrontato la non facile lettura dell’ultima Enciclica del Papa, probabilmente si sarà trovato anche nella difficoltà di districarsi tra i numerosi e variegati commenti, dai super critici ai super favorevoli - segno più di una diffusa polarizzazione che di dialogo al modo auspicato dal Pontefice (a proposito sono illuminanti le parole di p. Giacomo Costa (SJ) , direttore della rivista Aggiornamenti sociali).

Non potevamo tirarci indietro noi di SBi, chiamati in causa già solo per il fatto di essere francescani, ancor di più per aver promosso negli ultimi anni un percorso di riflessione e di incontro a tutto tondo ispirato appunto a san Francesco (vd. i supplementi: Giustizia sociale, Sulla fratellanza umana, Amazzonia).

Perciò un altro commento? Non esattamente. E nemmeno la vivisezione di un testo lungo, complesso, composto dalla molteplicità e varietà di interventi del Pontefice in diverse occasioni. Piuttosto mi preme presentare alcune sottolineature per stimolare la (magari seconda) lettura dell’Enciclica e aiutare a coglierne la portata non solo sociale, ma anche teologica (le "convinzioni cristiane" nominate con discrezione in FT 6), attraverso quelle che mi sembrano essere le radici e strutture portanti. In altri termini, propongo un’esplorazione speleologica per contemplare lo spettacolo di stalattiti non visibili dalla superficie.

Più che per altri pontefici e documenti magisteriali, nel caso di papa Francesco è doverosa un’attenzione previa che è già esercizio di discernimento: distinguere tra contenuto e dinamica – che il Papa, fin dalla Evangelii gaudium, chiama logica processuale (ne avevamo già scritto a proposito della misericordia). C’è infatti un modo di comunicare o di comprendere che fa capo all’una o all’altra modalità. […]

Il Papa cita Francesco d’Assisi come ispiratore della lettera (cf. FT 4) in rapporto a due riferimenti che esprimono il movimento, la radice e la prospettiva "francescana" (del Pontefice e del Poverello). Il primo è costituito dal titolo della lettera: quel "fratelli tutti", tratto dall’Ammonizione VI, è l’esortazione dell’assisiate a guardare «il buon pastore che per salvare le sue pecore sostenne la passione della croce. Le pecore del Signore l’hanno seguito nella tribolazione» (FF 155). È rivelata la radice e il principio di azione: come il Signore ha fatto splendere l’amore del Padre per tutti sulla croce rinunciando al suo privilegio di essere come Dio (cf. Fil 2,6-11), così chi gli appartiene farà come lui: contribuirà a estendere la rivelazione dell’amore del Padre per tutti sgretolando, a partire da sé, ogni motivo di dislivello in dignità fra gli uomini. Risposa qui l’intuizione di san Francesco di voler essere minore.

Il secondo riferimento è dato dall’incontro con il Sultano d’Egitto, tema caro al Pontefice. Il Papa non pensa a san Francesco in modo generico, ma al "Francesco che ha incontrato Al-Kamil", a lui "si deve la motivazione di queste pagine" (vd. FT 4)». (E.R.)

 

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fonte: Seraphicum Press Office