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Armida Barelli e il laicato cattolico femminile
26 Ottobre 2020

Leggi qui l’articolo integrale (a pag. 33)


Nel panorama del laicato cattolico femminile spicca la figura di Armida Barelli, presidente nazionale della Gioventù femminile di Azione Cattolica, la "sorella maggiore" come veniva chiamata per il suo carattere fermo e al contempo protettivo. Ne ricostruisce la vita fra Felice Autieri nella rubrica "La fraternità dei laici" di San Bonaventura informa.

«Armida Barelli nacque a Milano il 1 dicembre 1882, secondogenita di un’agiata famiglia borghese. Compì i suoi studi nel capoluogo lombardo per proseguirli dalle suore Orsoline e, dai 13 anni in poi, a Menzingen non lontano da Zurigo, nel collegio gestito delle suore francescane della Congregazione delle insegnanti della Santa Croce dove conseguì la licenza magistrale.

Fino al 1910 trascorse la giovinezza alla ricerca di un ideale che desse un senso alla sua vita, infatti era attratta verso una vita di dedizione agli altri nello spirito degli insegnamenti evangelici. Pertanto scelse di dedicarsi ai ragazzi abbandonati e poveri, rinunciando a creare una propria famiglia. Il salto di qualità del suo cammino spirituale avvenne dall’incontro con il francescano p. Agostino Gemelli l’11 febbraio 1910. L’evento ebbe un influsso decisivo per il suo orientamento spirituale, infatti nello stesso anno entrò nell’Ordine francescano secolare. Con il Gemelli organizzò, nel gennaio del 1917, la grande manifestazione di consacrazione al Sacro Cuore dei soldati italiani impegnati nella prima guerra mondiale, iniziativa poi allargata agli eserciti alleati e alle popolazioni in Italia, Francia, Belgio e Inghilterra. Infine, ma non da ultimo, la Barelli fu sempre profondamente impegnata per l’affermazione dei diritti delle donne, ma anche per lo sviluppo di politiche per il lavoro e la formazione a vantaggio del mondo femminile ed operaio.

Il 17 febbraio del 1917 la Barelli fondò la Gioventù femminile cattolica milanese analoga a quella maschile già esistente, con il sostegno del cardinale di Milano Andrea Carlo Ferrari. Per scelta di Benedetto XV nel 1918 divenne Presidente nazionale della Gioventù femminile di Azione cattolica, con il compito di diffondere il movimento in tutte le diocesi italiane.

Dal 1920 al 1950 girò l’Italia per promuovere la gioventù femminile che arrivò a contare 1.500.000 iscritte, organizzando convegni, pellegrinaggi e settimane sociali. Rimase amatissima presidente della gioventù femminile di Azione Cattolica fino al 1946. Infatti la sua presenza incisiva, ferma ma decisamente affettiva la rese una figura significativa per le giovani donne che avevano aderito al movimento, tanto che fu definita la "sorella maggiore" dalle persone che vivevano e lavoravano con lei.

Nel 1919 ad Assisi fondò, insieme al Gemelli, il pio sodalizio delle Terziarie Francescane del Regno Sociale del Sacro Cuore, che divenne l’Istituto secolare delle missionarie della regalità di Cristo di ispirazione francescana, che oggi conta circa 2400 consacrate. L’Istituto rappresentò una decisa novità, erano donne laiche che, nella propria esperienza di fede, vivevano un comune desiderio di consacrare la vita a Dio, rimanendo nella condizione ordinaria di laiche per una missione nel mondo nello spirito di san Francesco». (F.A.)

 

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fonte: Seraphicum Press Office