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#SBi news: TESSITORI DI FRATERNITÀ e Giornata missionaria mondiale
18 Ottobre 2020


di Elisabetta Lo Iacono

 

"Eccomi, manda me. Tessitori di fraternità. È bella questa parola tessitori: Ogni cristiano è chiamato ad essere un tessitore di fraternità. Lo sono in modo speciale i missionari e le missionarie – sacerdoti, consacrati e laici – che seminano il Vangelo nel grande campo del mondo". Lo ha detto papa Francesco questa mattina all’Angelus, ricordando l’odierna celebrazione della Giornata missionaria mondiale, dal titolo tratto appunto dal passo del Libro di Isaia 6,8.

Una giornata che si pone nel mezzo dell’emergenza pandemica che sta attanagliando tutto il mondo e "che interpella sia la Chiesa sia l’umanità nell’attuale crisi mondiale". Una situazione improvvisa e imprevista che da ormai otto mesi ha messo sotto scacco progressivamente tutti i Paesi, instillando un marcato senso di insicurezza, di disorientamento ma anche la certezza di condividere tutti assieme, sulla medesima barca, lo stesso mare in tempesta.

Come ogni crisi questa pandemia - e il rinnovato sguardo che deve suscitare (perché non finiscano per essere vani i lutti e le sofferenze di questi mesi) - può dare un senso nuovo anche alla missione, al suo contesto e ai destinatari.

«Siamo veramente spaventati, disorientati e impauriti – si legge nel Messaggio del Papa. Il dolore e la morte ci fanno sperimentare la nostra fragilità umana; ma nello stesso tempo ci riconosciamo tutti partecipi di un forte desiderio di vita e di liberazione dal male. In questo contesto, la chiamata alla missione, l’invito ad uscire da se stessi per amore di Dio e del prossimo si presenta come opportunità di condivisione, di servizio, di intercessione. La missione che Dio affida a ciascuno fa passare dall’io pauroso e chiuso all’io ritrovato e rinnovato dal dono di sé».

Una nuova presa d’atto anche sulla logica del dono – ricevuto con la vita – e da ricambiare nelle tante declinazioni possibili: nella vita matrimoniale, nella vita consacrata, come pure nel banco di prova della quotidianità.

«Come Maria, la madre di Gesù, siamo pronti ad essere senza riserve al servizio della volontà di Dio? Questa disponibilità interiore è molto importante per poter rispondere a Dio: "Eccomi, Signore, manda me" (cfr Is 6,8). E questo non in astratto, ma nell’oggi della Chiesa e della storia".

Un oggi che si deve confrontare con il dramma del Covid-19, costituendo un’ulteriore sfida per ognuno di noi e per la stessa Chiesa: «La malattia, la sofferenza, la paura, l’isolamento ci interpellano. La povertà di chi muore solo - si legge ancora nel Messaggio -, di chi è abbandonato a se stesso, di chi perde il lavoro e il salario, di chi non ha casa e cibo ci interroga. Obbligati alla distanza fisica e a rimanere a casa, siamo invitati a riscoprire che abbiamo bisogno delle relazioni sociali, e anche della relazione comunitaria con Dio. Lungi dall’aumentare la diffidenza e l’indifferenza, questa condizione dovrebbe renderci più attenti al nostro modo di relazionarci con gli altri. E la preghiera, in cui Dio tocca e muove il nostro cuore, ci apre ai bisogni di amore, di dignità e di libertà dei nostri fratelli, come pure alla cura per tutto il creato».

Temi sui quali si interroga la Chiesa tutta con le sue famiglie religiose. Proprio ieri il Ministro generale dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, fra Carlos Trovarelli, ha diffuso un messaggio di preoccupazione ma anche di invito alla preghiera e alla solidarietà. Una riflessione che parte dalla difficile situazione testimoniata dai confratelli presenti in ogni angolo del mondo, in una quotidiana condivisione con le popolazioni.

"Mi arrivano informazioni, notizie da tutto il mondo - racconta fra Trovarelli - dove ci sono frati infettati, frati ricoverati, anziani, giovani, senza distinzione, e perfino ancora alcuni frati deceduti. Sappiamo molto bene anche le altre conseguenze di questo virus, soprattutto le conseguenze legate alla vita stessa: la sussistenza di ogni giorno, l’educazione, la salute certamente, il lavoro; sappiamo molto bene come sia cresciuta la povertà in tutto il mondo".

Una vicinanza a quanti soffrono assieme all’invito a intensificare ognuno la propria preghiera per coloro che versano in difficoltà, per la malattia o le situazioni avverse che il Covid ha innescato. Con un invito anche alla solidarietà: "Vi chiedo di essere al massimo solidali con tutti coloro che possiamo. Chiedo a tutti la solidarietà: in primo luogo di essere vicini, certamente, a chi è in difficoltà ma anche altre forme di solidarietà, fare tutto quello che possiamo per gli altri. Certamente tutti siamo nelle mani del Signore, e questo è un grande mistero. Affidiamo a Lui questa situazione, chiediamo a Lui la sua misericordia".

Intanto, in occasione della pubblicazione delle statistiche della Chiesa cattolica a cura dell’Agenzia Fides delle Pontificie Opere Missionarie, emerge un altro dato preoccupante proprio per il sostentamento delle missioni e delle Chiese locali: il calo delle offerte a causa della diminuzione di presente alle cerimonie, per i lockdown ma anche per un timore dei contagi che, in molti casi, ha condotto a un allontanamento dalla vita ecclesiale.

"Il problema maggiore che molte Chiese dei territori di missione si sono trovate ad affrontare – ha spiegato mons. Giampietro Dal Toso, Presidente delle Pontificie Opere Missionarie (POM), nel corso della conferenza nella Sala Stampa della Santa Sede per la presentazione delle statistiche della Chiesa cattolica 2020 - è stata la chiusura delle chiese e dunque la mancata celebrazione, con la conseguente mancata colletta. Come potete pensare facilmente, moltissime di queste realtà ecclesiali vivono semplicemente della colletta domenicale e non hanno un sistema centrale di sostentamento. Perciò nostri i sussidi sono andati fortemente a favore delle diocesi per la sopravvivenza dei sacerdoti e il pagamento dei costi correnti, ma anche di comunità religiose, o di scuole cattoliche, così come per famiglie particolarmente provate".

Il fondo istituito a nome del Santo Padre per aiutare le Chiese locali nell’affrontare la pandemia – come da dati offerti durante la conferenza stampa – ha permesso di finanziare 250 progetti per un totale di 1.299.700 US $ e 473.410 euro. I fondi, come spiegato da mons. Dal Toso, provengono da collette che sono state promosse in 120 Paesi.


fonte: Seraphicum Press Office