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Il Vangelo della creazione: partire dalla Bibbia per vivere il Tempo del creato
06 Ottobre 2020

Leggi qui l’articolo integrale (a pag. 19)

 

Il Vangelo della creazione, partire dalla Bibbia per vivere il Tempo del creato: è l’articolo del biblista fra Germano Scaglioni con cui San Bonaventura informa inaugura la nuova rubrica "Abitare la casa comune". Si tratta di un approfondimento che il nostro mensile offrirà sino al prossimo maggio, nell’ambito dell’Anno speciale della Laudato si’ per un approfondimento dell’enciclica nelle attuali sfide.

«In principio, Dio creò il cielo, la terra e l’uomo. L’incipit della Bibbia si presenta come un’autentica "professione di fede" in forma narrativa: tutto ciò che esiste nell’universo è creatura di Dio. Nessuna concessione al caso né all’intervento di divinità maschili o femminili, come in alcune rappresentazioni pagane dell’antichità.

Nella tradizione di Israele, espressa soprattutto nelle prime pagine del libro della Genesi, Dio è Colui che crea il mondo con la sua Parola (Gen 1) e infonde nell’uomo il soffio vitale (Gen 2,7). Il Nuovo Testamento accoglie la fede nel Dio creatore e provvidente, mettendo in rilievo un dato fondamentale, più volte affermato dallo stesso Gesù: la paternità di Dio (Mt 11,25).

Nelle sue linee essenziali, è questa la visione di fede che ispira il primo documento sociale di papa Francesco, Laudato si’. Enciclica sulla cura della casa comune. Pur gettando ponti verso il mondo della scienza, della filosofia e dei movimenti ecologisti, il Papa argentino cerca di assumere lo sguardo di Dio sulla creazione, come contributo alla costruzione del futuro della casa comune e «al fine di dare maggiore coerenza al nostro impegno per l’ambiente» (LS 15).

Si tratta, in modo particolare, del compito affidato al capitolo secondo dell’enciclica, intitolato significativamente "Il Vangelo della creazione", vero e proprio cuore pulsante del documento. Il riferimento principale è ai primi tre capitoli del libro della Genesi, i "racconti fondativi" che con un linguaggio simbolico narrano l’azione creatrice di Dio. […]

Il rifiuto di riconoscersi come creatura limitata, generò però il peccato (Gen 3,1-24) provocando la rottura «dell’armonia tra il Creatore, l’umanità e tutto il creato, per aver noi preteso di prendere il posto di Dio» (LS 66). Laddove il Creatore aveva instaurato relazioni "di aiuto" si svilupparono invece conflitti distruttivi: la creatura umana mancò di fiducia nel Creatore e ne ebbe paura, fino a nascondersi per sottrarsi al suo sguardo (Gen 3,10); il "signore del giardino", condannato alla fatica e al sudore (Gen 3,17-19), si trasformò in un despota che depreda e distrugge, anziché coltivare e custodire; colui che aveva gioito per aver finalmente trovato un aiuto nella donna, divenne il suo accusatore (Gen 3,12).

Il "signore del creato" oscilla, così, tra grandezza e miseria: anch’egli come «la creazione geme e soffre» (Rom 8,22), in attesa di recuperare quell’armonia originaria che è stata compromessa dal peccato». (G.S.)

  

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fonte: Seraphicum Press Office