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La storia di papa Clemente XIV, pontefice francescano
14 Settembre 2020

Leggi qui l’articolo integrale (a pag. 20)


Papa Clemente XIV è il pontefice raccontato da fra Francesco Costa nella rubrica "Storia e personaggi" di San Bonaventura informa. Un profilo che va a chiudere le ricostruzioni biografiche dei papi francescani, raccolte nel supplemento Francescani sul soglio di Pietro, consultabile e scaricabile gratuitamente nella apposita sezione del sito web di SBi.

«Clemente XIV nacque a Sant’Arcangelo di Romagna (Rimini) il 31 ottobre 1705. Si chiamava Giovanni Vincenzo Ganganelli. Professo tra i Frati Minori Conventuali della Provincia delle Marche con il nome Lorenzo, fu alunno e dottore del romano Collegio di S. Bonaventura nel 1731, anno in cui divenne anche sacerdote.

Salì presto le cattedre dell’Ordine come docente di filosofia nei Ginnasi Conventuali di Ascoli e Milano, passando alla teologia come reggente del Collegio (o Facoltà teologica) di Bologna, subito imponendosi per la vasta dottrina teologica scientifica e letteraria e per uno stile magistrale così ricco d’affabile cordialità da affascinare i discepoli, disponendoli facilmente al dialogo.

A Bologna collaborò alla famosa opera del cardinale Prospero Lambertini De servorum Dei beatificatione et beatorum canonizatione (1734-38). E fu proprio il Lambertini che, divenuto papa Benedetto XIV (1740-58), volle il Ganganelli a Roma.

Nella Città Eterna, in seno all’Ordine il futuro papa fu docente e reggente del Collegio di S. Bonaventura (1740-46). Ebbe anche la Procura generale delle Missioni quando il Collegio missionario, da Assisi dove era stato eretto nel 1710, nel 1748 fu trasferito a Roma sulla «Strada Felice» (oggi Via A. Depretis, accanto alla chiesa, non più officiata, di S. Paolo Eremita).

Nei Capitoli generali celebrati a Roma nel 1753 e 1759, sebbene fosse il candidato più votato, rifiutò in entrambi i casi, la carica di Ministro generale. […]

Come regnante, Clemente XIV non trascurò certo la politica, né poteva farlo; ma ben maggiori furono le sue cure verso la vita interna della Chiesa. Difese i capisaldi della dottrina cattolica contro il filosofismo illuminista, combatté il febronianismo e il regalismo, puntando al consolidamento della vita cristiana e in particolare della vita religiosa. In questo settore s’interessò per un migliore assetto giuridico delle Province di vari Ordini religiosi in Belgio, in Germania e in Italia.

Approvò i Redentoristi di S. Alfonso de’ Liguori († 1787), e i Passionisti e le Claustrali Passioniste di S. Paolo della Croce († 1775), i due santi fondatori che sosterranno da vicino il Pontefice nella grave decisione della soppressione dei Gesuiti». (F.C.)

 

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fonte: Seraphicum Press Office