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#SBI NEWS: il Messaggio di papa Francesco per la Giornata mondiale di Preghiera per la cura del creato
01 Settembre 2020

di Elisabetta Lo Iacono


La Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato e il Messaggio di papa Francesco giungono quest’anno nel mezzo di una pandemia che ha messo a nudo tante precarietà. Per il sesto anno, il 1° settembre, si invitano i cristiani di tutto il mondo a un momento di approfondita riflessione sul creato che si fa preghiera ma anche progetti concreti.

Mai come quest’anno non possiamo sottrarci alla consapevolezza di quanto tutto il creato viva in una stretta connessione, sotto il profilo sanitario, economico, ecologico. La pandemia ha acuito ancor più certe anomalie e squilibri del sistema mondiale che fanno comprendere la grande “portata salvifica” del concetto di ecologia integrale che rappresenta la colonna portante dell’enciclica Laudato si’ di papa Francesco. In questo quinto anniversario del documento, che rappresenta una valida “bussola” nelle dinamiche globali, ricorre anche il cinquantesimo anniversario del Giorno della Terra e inizia inoltre il Tempo del Creato - sul tema “Giubileo per la terra” -, celebrazione ecumenica annuale che si concluderà il 4 ottobre nella solennità di san Francesco d’Assisi.

“Dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nella terra per tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo” (Lev 25,10). Sono i versi del Levitico che introducono il Messaggio di papa Bergoglio che cadenza questo tempo, questo Giubileo, come “un tempo sacro per ricordare, ritornare, riposare, riparare e rallegrarsi”.

Un tempo per ricordare il viaggio che siamo chiamati a compiere nel tempo, tenendo ben a mente la meta e la vocazione del creato come “comunità d’amore”. Una comunità che si alimenta di relazioni “con Dio creatore, con i fratelli e le sorelle in quanto membri di una famiglia comune, e con tutte le creature che abitano la nostra stessa casa”. Quella fraternità con ogni creatura espressa nelle parole e nelle azioni da san Francesco d’Assisi e che permette un approccio relazionale paritario, che si alimenta di giustizia e di rispetto.

Un tempo per ritornare indietro e ravvedersi, ricucendo quei legami vitali e vivificanti con il Creatore, gli altri uomini e, più in generale, l’intero creato. Un tempo per “essere in pace con il Creatore”, condizione imprescindibile per vivere in armonia con tutto il creato. Quindi un tempo propizio per tornare ad ascoltare, guardare e custodire la terra e ogni sua creatura, in particolare i più vulnerabili. Ascoltare “il battito della creazione” significa anche saper meravigliarsi e contemplare ma anche ridimensionare le pretese di superiorità, ricordando che “siamo parte, non padroni, della rete interconnessa della vita”.

Un tempo per riposare e tornare a ritmi che conoscano pause, sottraendo la terra a una accelerazione dove “la continua domanda di crescita - scrive papa Francesco nel Messaggio - e l’incessante ciclo della produzione e dei consumi, stanno estenuando l’ambiente”. Per questo si invita ad adottare “stili equi e sostenibili di vita, che restituiscano alla Terra il riposo che le spetta, vie di sostentamento sufficienti per tutti, senza distruggere gli ecosistemi che ci mantengono”. Una lezione arriva proprio dalla pandemia che, imponendo uno stop ai ritmi frenetici dell’uomo, ha permesso alla natura di rigenerarsi e riprendere anche i propri spazi. Per questo - esorta papa Francesco - “dobbiamo sfruttare questo momento decisivo per porre termine ad attività e finalità superflue e distruttive, e coltivare valori, legami e progetti generativi. Dobbiamo esaminare le nostre abitudini nell’uso dell’energia, nei consumi, nei trasporti e nell’alimentazione. Dobbiamo togliere dalle nostre economie aspetti non essenziali e nocivi, e dare vita a modalità fruttuose di commercio, produzione e trasporto dei beni”.

Un tempo per riparare l’armonia originaria della creazione e per risanare rapporti umani compromessi. Si apre quindi il tempo della “giustizia riparativa” durante il quale ristabilire relazioni sociali eque, “restituendo a ciascuno la propria libertà e i propri beni, e condonando i debiti altrui”. A questo proposito, il Papa fa esplicito riferimento al Sud del pianeta depredato delle proprie risorse e dei propri diritti, rivolgendo un nuovo appello perché - anche alla luce dei gravi problemi creati dalla pandemia - venga cancellato il debito dei Paesi più fragili. Così come gli incentivi, pensati a tutti i livelli per una ripresa post Covid-19, “siano effettivamente efficaci, con politiche, legislazioni e investimenti incentrati sul bene comune e con la garanzia che gli obiettivi sociali e ambientali globali vengano conseguiti”.
Tra le azioni più urgenti legate al tempo del “riparare” compare l’emergenza ambientale con la raccomandazione ad adoperarsi in ogni modo per il contenimento della crescita della temperatura media globale, così come per il ripristino delle biodiversità, fondamentali per un equilibrio dell’ecosistema.

Un tempo per rallegrarsi, infine, dinanzi alla diffusione di una maggiore consapevolezza sulle emergenze della Terra e dei poveri, tanto da generare una mobilitazione di persone che ritengono prioritaria una nuova sensibilità mondiale che si traduca in azioni concrete ispirate alla consapevolezza, all’equità e al rispetto. Tante le iniziative che sono nate e stanno nascendo nell’Anno speciale di anniversario della Laudato si’ (24 maggio 2020 – 24 maggio 2021). A questo proposito il mensile San Bonaventura informa avvierà, dal numero di settembre e sino al prossimo maggio, una nuova rubrica di approfondimento sulle tematiche dell’ecologia integrale, dal titolo “Abitare la casa comune”.


Leggi qui il Messaggio di papa Francesco per la VI Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato.

(Foto da Agensir) 


fonte: Seraphicum Press Office