CONTATTI RICERCA FOTOGALLERY DONAZIONI
NEWS
torna alla home
Membra dello stesso corpo, membra gli uni degli altri
23 Luglio 2020

Leggi qui l’articolo integrale (a pag. 33)


"Membra dello stesso corpo, membra gli uni degli altri" è il titolo dell'articolo che fra Emanuele Rimoli propone nella rubrica “Il tesoro dello scriba” di San Bonaventura informa. In questo numero si parla di cinque volumi della collana Scrittori di Scrittura.

«”Se il pianeta Marte non è altro che una grande sofferenza, dove anche un sasso grida di dolore, questo non ci commuove, perché Marte non appartiene al nostro mondo. Chi si trova fuori del mondo non è sensibile al dolore del mondo” (Kundera, L’immortalità).

Nel suo bel libro Per una lettura laica della Bibbia p. Silvano Fausti (SJ) invitava a rapportarsi con le narrazioni e i personaggi delle Scritture anche al loro livello di racconto. Non bisogna infatti dimenticare che la “carne” delle Scritture è costituita di racconti, inni, poemi, epopee di personaggi (dello stesso popolo di Israele) – il Verbo di Dio «si è degnato di esprimersi nelle lettere, nelle sillabe e nei suoni della Scrittura» (Massimo il confessore).

Quelle storie, quei volti, quei rapporti ed esperienze sono stati permeati dallo Spirito di Dio che vi ha impresso un sigillo di splendore: ciò che è umano non è disprezzabile né impermeabile all’opera di Dio, al contrario l’umanità, in tutte le sue dimensioni, è adatta a ricevere un tale rapporto e la benedizione che comporta. Espressione di questo è la nostalgia di orizzonti ampi, “orizzonti oltre”, che ognuno porta in sé e che spesso trova una magnifica espressione nell’arte. La scrittura (la letteratura) attinge a questo pozzo.

Intesa in quest’ottica, la selezione di volumi della collana Scrittori di Scrittura (Torino Spiritualità – Effatà editrice) è rivelativa di un’intuizione antica: i libri delle Scritture sono dati agli uomini per comprendere il senso del libro del mondo. Ecco perché ha valore ri-raccontare le storie bibliche illustrandone le dinamiche di senso ed esponendo i cuori e le intelligenze alla luce che lasciano trasparire.

L’esito è potersi sedere accanto al Giobbe di Elena VARVELLO e, in silenzio, ascoltarne la storia senza scandalo né saccenteria, lasciarsi istruire dalle sue reazioni, dagli abissi, dalle domande che scopriamo essere anche le nostre. Oppure seguire i pensieri, i sogni e le proteste tremanti della giovane amica di Hagar, stavolta non una schiava ma il capitano della squadra femminile di pallamano di Magalo e prossima sposa (SCEGO)». (E.R.)


Clicca qui per ricevere San Bonaventura informa, gratuitamente ogni mese, in formato digitale.


fonte: Seraphicum Press Office