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Vita, lavoro, preghiera ed esperienze mistiche di Edvige Carboni
17 Luglio 2020

Leggi qui l’articolo integrale (a pag. 26)


La rubrica “La fraternità dei laici” di San Bonaventura informa propone in questo numero la figura di Edvige Carboni, raccontata da fra Felice Autieri che ne ripercorre la vita tra preghiera, lavoro ed esperienze mistiche, sino alla beatificazione avvenuta l’anno scorso. 

«Edvige Carboni nacque a Pozzomaggiore (Sassari) il 2 maggio 1880, secondogenita di Giovanni Battista Carboni e Maria Domenica Pinna. Crebbe insieme ad altri quattro fratelli in un ambiente familiare di umili contadini, animati da una profonda fede che orientò in modo decisivo la sua vita.

Fin da piccola la mamma la istruì su tutto ciò che serviva ad una giovane per la gestione della casa, in particolare l’arte della tessitura. Notando la sua inclinazione per il ricamo, la mandò per un breve periodo ad Alghero dalle suore di San Vincenzo che erano esperte ricamatrici e seguivano tutte le ragazze che volevano imparare il mestiere.

Maturò in questo periodo il desiderio di entrare in convento e consacrarsi al Signore, ma la madre essendo molto malata pregò la figlia di accantonare il suo desiderio di consacrazione per starle accanto ed aiutarla nei lavori di casa: Edvige dietro consiglio del confessore obbedì. Negli anni perfezionò l’arte del ricamo tanto da diventare un’abile ricamatrice, così grazie al suo lavoro, unito a quello del padre, contribuì al mantenimento degli studi dei fratelli Galdino e Paolina che conseguì il diploma di maestra elementare.

Tutta la sua vita fu preghiera e lavoro, pregava e lavorava quando riassettava la casa o quando ricamava. Assolti i suoi compiti in casa si recava in chiesa per la messa quotidiana e accanto all’impegno di catechista, si adoperava per il riassetto dell’altare e per la pulizia della chiesa.

A questo aggiungeva l’aiuto per i bisognosi e gli ammalati nell’anima e nel corpo, consolando per esempio i familiari di quanti partivano per il fronte durante la prima guerra mondiale e aiutando le future spose senza dote.
Nell’ottica del suo apostolato professò nell’Ordine francescano secolare nel quale era entrata a far parte dall’ottobre 1906 e dove per diversi anni svolse il delicato servizio di maestra delle novizie». (F.A.)


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fonte: Seraphicum Press Office