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Alla ricerca dell’umiltà perduta
13 Luglio 2020

Leggi qui l’articolo integrale (a pag. 16)


Alla ricerca dell’umiltà perduta? Spigolature dalle Fonti Francescane è il tema che fra Andrea Vaona affronta nella rubrica “Orizzonti francescani” di San Bonaventura informa, accompagnando in un’appassionante e documentata ricostruzione sull’utilizzo (e omissione) di humiltà.

«Capita che un giorno qualcuno ti raggiunga con un messaggio whatsapp: «Ciao! Scusa se approfitto delle tue conoscenze. Ho notato che nell’edizione del 2011 delle Fonti Francescane nella Preghiera davanti al Crocifisso, non c’è più il versetto: “humiltà profonda”, che, tra l’altro, mi piaceva perché di umiltà ne ho bisogno... Sai come mai e quale potrebbe essere la versione più giusta? Grazie!»

Inizia così - con non poca sorpresa per chi scrive! - una piccola ricerca su un dettaglio che (confesso) avevo trascurato in tutti questi anni di frequentazione delle Fonti Francescane e degli Scritti di Francesco d’Assisi.

Che fine ha fatto l’umiltà? Oppure - più propriamente – ci sta o non ci sta?
Partiamo dalla... fine. Effettivamente l’ultima edizione italiana 2011 delle Fonti Francescane riporta così il testo della preghiera attribuita a san Francesco e definita come “Preghiera davanti al Crocifisso” (FF 276):
Altissimo, glorioso Dio, / illumina le tenebre de lo core mio. / E damme fede dritta, / speranza certa e caritade perfetta, / senno e cognoscemento, Signore, / che faccia lo tuo santo e verace comandamento. / Amen.

È evidente che in tale versione non c’è traccia della qualità dell’umiltà, e tanto meno di “umiltà profonda” come giustamente l’interlocutore ricordava nel suo spirito e nella pratica della preghiera. Nemmeno l’apparato critico ne fa menzione.
La prima versione italiana delle Fonti Francescane del 1977 riporta invece:
O alto e glorioso Dio, / illumina el core mio. / Dame fede diricta, / speranza certa, / carità perfecta, / humiltà profonda, / senno e cognoscemento / che io servi li toi comandamenti. / Amen.

E così è anche la versione delle Fonti Francescane del 1980. Dall’“edizione minor” del 1986 però sparisce l’umiltà, e il testo è più simile all’ultimo, e così resta pure nell’edizione 2004 e seguenti sino ad oggi, compreso il noto volume della versione critica Fontes franciscani (curato da E. Menestò – S. Brufani – G. Cremascoli, 1995).

Dunque? Dunque dobbiamo ringraziare ancora una volta il maestoso lavoro di Kajetan Esser OFM (talvolta sconosciuto ai frati più giovani) che già nel 1976 nella sua edizione tedesca de Gli scritti di san Francesco d’Assisi aveva dimostrato che il versetto sull’umiltà era alieno dalle versioni più antiche e attestate della preghiera». (A.V.)


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fonte: Seraphicum Press Office