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Giovanni Paolo II e lo sguardo di Maria
10 Luglio 2020

Leggi qui l’articolo integrale (a pag. 14)


“Giovanni Paolo II e lo sguardo di Maria. Alla scuola della Madonna per imparare a guardare Dio” è l’approfondimento che propone fra Raffaele Di Muro in San Bonaventura informa, nella rubrica che ci accompagna in questo anno per celebrare il centenario della nascita di Karol Wojtyla.

«Proseguiamo nel nostro cammino mensile in compagnia di san Giovanni Paolo II in ricordo dei 100 anni dalla sua nascita. In questo contributo ci lasciamo illuminare da alcune sue splendide espressioni sullo sguardo della Vergine Maria, tratte dalla lettera apostolica del 16 ottobre 2002 Rosarium Virginis Mariae.

Il venerato pontefice si sofferma soprattutto sullo sguardo contemplativo di Maria, sulla sua contemplazione del Figlio. Ecco le sue parole a dir poco sublimi: «La contemplazione di Cristo ha in Maria il suo modello insuperabile. Il volto del Figlio le appartiene a titolo speciale. È nel suo grembo che si è plasmato, prendendo da Lei anche un’umana somiglianza che evoca un’intimità spirituale certo ancora più grande.

Alla contemplazione del volto di Cristo nessuno si è dedicato con altrettanta assiduità di Maria. Gli occhi del suo cuore si concentrano in qualche modo su di Lui già nell’Annunciazione, quando lo concepisce per opera dello Spirito Santo; nei mesi successivi comincia a sentirne la presenza e a presagirne i lineamenti. Quando finalmente lo dà alla luce a Betlemme, anche i suoi occhi di carne si portano teneramente sul volto del Figlio, mentre lo avvolge in fasce e lo depone nella mangiatoia (cfr Lc 2,7). Da allora il suo sguardo, sempre ricco di adorante stupore, non si staccherà più da Lui» (Rosarium Virginis Mariae, 10).

Giovanni Paolo II consegna Maria alla Chiesa quale modello di contemplazione del Signore. Anche in questa dimensione dell’interiorità del credente ella ha molto da insegnare. Il suo costante stare con Gesù la pone nella condizione di nutrire nei suoi confronti una sorta di ammirazione adorante, in un clima di silenzio nel quale custodisce nel cuore quanto suo Figlio compie e dice, accogliendo tutto con disponibilità e con uno sguardo che sa sondare le profondità dell’agire del Signore in ogni evento del suo cammino terreno». (R.D.M.)


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fonte: Seraphicum Press Office