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Paolo VI e l’economia per l’uomo
08 Luglio 2020

Leggi qui l’articolo integrale (a pag. 8)


“Paolo VI e l’economia per l’uomo. Quella preghiera a san Francesco per farci poveri” è il tema dell’articolo di fra Domenico Paoletti in San Bonaventura informa, per la rubrica “L’economia di Francesco”. In vista dell’evento “Economy of Francesco” (rimandato da marzo al 19-21 novembre prossimi) si riflette sia sul Discorso che Montini, allora arcivescovo di Milano, tenne ad Assisi il 4 ottobre 1958 (in occasione del pellegrinaggio della regione Lombardia alla tomba del patrono d’Italia), sia sull’enciclica Populorum progressio del 26 marzo 1967.

«Con Paolo VI ci troviamo di fronte a una personalità complessa, moderna, in ascolto e in dialogo con l’uomo contemporaneo. L’attenzione e l’intelligenza per la contemporaneità che avevano caratterizzato tutta la sua formazione si tradussero in responsabilità concreta con il ministero episcopale milanese (1954-1963): in un contesto in accelerata trasformazione e industrializzazione, tanto che la città di Milano viene da lui definita “interessante e paurosa fino all’allucinazione”.

Nel Discorso tenuto in Assisi il 4 ottobre 1958 l’arcivescovo Giovanni Battista Montini osserva: “noi siamo provenienti da una regione che si caratterizza oggi per il suo sviluppo economico e per l’impegno con cui a tale sviluppo essa lega i suoi pensieri, i suoi interessi, i suoi affanni, le sue speranze, la sua vita. Siamo figli dell’Homo oeconomicus; (…) siamo uomini abituati a porre nella ricchezza la nostra stima, la nostra speranza”.

E si chiede “Quale preghiera possiamo noi rivolgere a san Francesco d’Assisi?”, subito rispondendo: “che ci faccia Poveri. Francesco, aiutaci a purificare i beni economici dal loro triste potere di perdere Dio, di perdere le nostre anime, di perdere la carità dei nostri concittadini”. Prega san Francesco affinché “ci faccia grazia a svelenire i beni economici d’ogni loro funesto potere contro la carità di Dio e la carità del prossimo”.

Nel discorso in Assisi il pastore Montini richiama fortemente e paradossalmente il valore della povertà, in un momento di forte progresso economico e di corsa al benessere a tutti i costi. “Produrre i beni utili alla vita è, per sé, cosa buona, necessaria e grande. Se mai, chiederemo a S. Francesco che ci faccia ben comprendere come non si vive di solo pane; come la vita economica non possa essere l’unico fattore, determinante e finale, della nostra giornata terrena, come la vita economica debba perciò essere subordinata alla legge morale. Non si vive per l’economia, anche se si deve vivere di economia. Al di sopra del processo economico deve essere instaurato l’ordine umano”.

Da qui l’invocazione “Ecco, allora, Francesco, che la Tua Povertà ci diventa amica e maestra. Ecco che ammonisce coloro che mettono nei beni economici le loro somme speranze a mirare più in alto, a svincolare il cuore dall’amore delle cose terrene, e a saperle considerare come buone solo quando ci sono scala per salire le vie dello spirito e ci sono specchio per riflettere la bellezza, la bontà, la provvidenza di Dio; come Tu, povero, le hai viste, alla fine, cantandole, come libero poeta, nel Tuo cantico delle creature”». (D.P.)


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fonte: Seraphicum Press Office