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L’ecologia integrale nell’esperienza delle Comunità Laudato si’
02 Luglio 2020

Leggi qui l’articolo integrale (a pag. 5)


L’ecologia integrale di papa Francesco nell’esperienza delle Comunità Laudato si’ è il nuovo contributo che SBi propone per l’Anno speciale dedicato all’enciclica sulla cura della casa comune, un Anno di preghiera, riflessione e azioni concrete per un nuovo sguardo e nuovi stili di vita.

Autore del contributo è Massimo De Magistris, ex studente del Seraphicum, oggi insegnante di religione cattolica per la diocesi di Roma e referente della Comunità Laudato si’ dei Castelli Romani.

«Da tre anni è nato in Italia il progetto delle Comunità Laudato si’ ideato dal vescovo di Rieti mons. Domenico Pompili e dal fondatore di Slow Food Carlin Petrini. Le Comunità nascono in forma di associazione libera di cittadini, senza limitazioni o restrizioni di credo, orientamento politico, nazionalità ed estrazione sociale per diffondere la conoscenza dell’enciclica nei territori di appartenenza attraverso studio, formazione, approfondimenti, azioni concrete volte a generare nuovi stili di vita insieme a quella che papa Francesco definisce nel capitolo sesto della Laudato si’ una vera e propria “conversione ecologica”:

«Ai problemi sociali si risponde con reti comunitarie, non con la mera somma di beni individuali: “Le esigenze di quest’opera saranno così immense che le possibilità delle iniziative individuali e la cooperazione dei singoli, individualisticamente formati, non saranno in grado di rispondervi. Sarà necessaria una unione di forze e una unità di contribuzioni”. La conversione ecologica che si richiede per creare un dinamismo di cambiamento duraturo è anche una conversione comunitaria» (LS219).

Evitando di ridurre l’enciclica a mero “manifesto verde”, la forza di questo straordinario documento è quella di suscitare una nuova visione delle relazioni essenziali che sono anche tra loro «strettamente connesse: la relazione con Dio, quella con il prossimo e quella con la terra» (LS66).

Possiamo dire che le Comunità Laudato si’ si prefiggono il compito di far maturare tre “erre”: quelle di rispetto, relazione e responsabilità. Il rispetto per creare le condizioni affinché si svegli la nostra capacità di saper ascoltare «tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri» (LS49), rispetto della totalità, dell’intero e della connessione del tutto poiché “Verbum divinum est omnis creatura” affermava san Bonaventura (InEccle1, q. 2.); la relazione per ricordarci che tutto è connesso e tutti siamo interconnessi, non isolati e che anzi: «niente di questo mondo ci risulta indifferente» (LS2); e quindi la responsabilità, che spinge a decostruire l’idea pessimistica che l’individuo non possa cambiare nulla al fine di rilanciare la forza di una libertà responsabile e condivisa.

Le azioni individuali e comunitarie hanno il proprio peso e su questo fronte la Laudato si’ non si legge semplicemente come uno studio o una analisi, ma anche come un vero e proprio manuale operativo e generativo capace di suscitare una mobilitazione nell’educazione, nelle buone pratiche, nella condivisione, nella capacità di fare rete mantenendo le proprie identità e adattando i propri obiettivi a quelli specifici dei territori.

Con questo spirito, la nostra Comunità Laudato si’ Castelli Romani è impegnata a tradurre nel territorio in cui opera queste linee guida animata da persone provenienti da esperienze e percorsi diversi, credenti e non credenti. […]

L’appello a mobilitarsi riguarda tutto e ci interpella tutti, nella consapevolezza che «abbiamo una responsabilità verso gli altri e verso il mondo, che vale la pena di essere buoni e onesti» (LS229). (M.D.M.)


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fonte: Seraphicum Press Office