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Chi ci ha generato alla fede
25 Giugno 2020

Leggi qui l’articolo integrale (a pag. 30)


Chi ci ha generato alla fede: fra Emanuele Rimoli, nella rubrica “Il tesoro dello scriba” di San Bonaventura informa, propone in questo numero una lettura di testi dei Padri della Chiesa. Tre omelie per avvicinarsi a un “tesoro intellettuale, spirituale e pastorale sul quale la Chiesa continua a crescere e maturare”.

«Accostarsi agli scritti dei Padri della Chiesa comporta un’esperienza variegata. Innanzitutto la difficoltà: nomi lontani, linguaggio non immediato, argomenti di cui non percepiamo le dinamiche, i riferimenti, la logica. Ma come per ogni relazione c’è bisogno di essere presentati, così alla lettura dei Padri si deve essere introdotti. Accostarsi a questi giganti da solitari, con la pretesa di acquisire contenuti è come voler setacciare le Scritture per individuare i brani cosiddetti dogmatici, quelli spirituali e quelli pastorali.

Il fatto è che i Padri quando scrivono o predicano, non espongono la dottrina come un complesso di contenuti ordinati, ma parlano a partire da un’esperienza e quella espongono: l’esperienza di ricerca e di celebrazione.
La ricerca avveniva in un contesto semplice e potente: la fede non era un fatto assodato, ovvio o scontato (è piuttosto il nostro caso). I Padri hanno vissuto per primi l’esigenza di comprenderla e trasmetterla, indagarla e coglierne le dinamiche in base a esigenze e sfide culturali. Con l’attenzione a non dissolvere l’uomo esaltando Dio, né a dissolvere Dio per esaltare la dignità dell’uomo – l’eresia nasce, infatti, dal disequilibrio fra questi due poli.

La celebrazione si dava certamente nella liturgia, ma non era solo rito. Il modo stesso dei Padri di scrutare le Scritture e indagare la fede era organico: l’analisi intellettuale e l’esperienza interiore si compenetravano a vicenda, sfociando nella catechesi; l’abilità retorica era a servizio della ricerca del miglior linguaggio che esprimesse la lode; l’indagine delle Scritture confluiva in una predicazione che generasse e sostenesse la carità operosa.

Con questa consapevolezza si potranno leggere le tre omelie che suggerisco, come un itinerario che mira a esplorare, per cerchi concentrici, il nucleo fondamentale della fede cristiana: dal Venerdì santo (Crisostomo) al giorno di Pasqua (Pseudo Crisostomo), fino alla festa del battesimo di Cristo (Gregorio di Nissa).
Un percorso catechetico in cui venire a contatto con la profondità e l’audacia dei Padri. Non tanto, o non solo, per imparare contenuti nuovi, quanto per cogliere delle connessioni di senso che illuminano a un tempo le intelligenze e i cuori.


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fonte: Seraphicum Press Office