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Follia d’amore. I folli in Cristo d’oriente e d’occidente
23 Giugno 2020

Leggi qui l’articolo integrale (a pag. 36)


Follia d’amore. I folli in Cristo d’oriente e d’occidente, con introduzione, traduzione e note a cura di Lisa Cremaschi (Edizioni Qiqajon, 2020) è al centro della rubrica “Tra le righe” di San Bonaventura informa, con una recensione a cura di fra Guglielmo Spirito, frate minore conventuale, docente di Teologia spirituale.

«In questa antologia troviamo raccolti dei testi che raccontano gesti e parole di una particolare follia, la cosiddetta “follia per Cristo”. Dal IV secolo fino a tempi a noi vicini, uomini e donne cristiani tanto in oriente quanto in occidente e nel mondo slavo si sono sentiti chiamati ad abbracciare la follia per Cristo, vocazione singolare, rara.

Numerosi racconti ci narrano le bizzarrie e le stranezze di questi cristiani che nascondevano, dietro gli stracci di costumi folli, la loro santità.
Questa raccolta si limita ai folli della chiesa d’oriente (greca) e d’occidente (latina), non prendendo in considerazione il mondo slavo.

Scelta comprensibile, dato che ogni antologia per forza è selettiva; peccato, però, perché figure russe come quella di padre Anatoli nel film Ostrov, L’isola (2006) permettono di cogliere tanto dello stile di questi santi folli, tanto amati dai semplici credenti ortodossi.

Dio è “folle di amore per la sua creatura”, come diceva Olivier Clément riecheggiando san Massimo il Confessore, e così ogni tanto qualcuno si scopre chiamato da Lui a diventare “folle per divenire sapiente, perché la sapienza di questo mondo è follia davanti a Dio” (1Cor 3,18-19).

Costui sceglie di guardare il mondo capovolto, come il giocoliere della Vergine delle leggende medievali, che si mette testa in giù e gambe per aria per rallegrare con le sue capriole Nostra Signora.

Chesterton diceva che così frate Francesco d’Assisi aveva imparato a guardare il mondo, lui giullare del Signore e novello pazzo della follia della croce.
In effetti, la raccolta include il poverello d’Assisi e fra Iacopone da Todi (a lato), sebbene per la Cremaschi tra i santi di occidente “non esistano vere e proprie figure di folli”, eppure riconosce che i tratti o gesti occasionali di follia per Cristo non mancano». (G.S.)

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fonte: Seraphicum Press Office