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Giuseppe Toniolo e lo sguardo cristiano sull'economia
15 Giugno 2020

Leggi qui l’articolo integrale (a pag. 20)


La rubrica “La fraternità dei laici” di San Bonaventura informa, curata da fra Felice Autieri, si occupa in questo numero della figura di Giuseppe Toniolo, mettendo particolarmente in risalto il suo contributo al laicato cattolico, con uno sguardo cristiano sull’economia e la sua formulazione del “concetto cristiano di democrazia”. 

«Giuseppe Toniolo nacque a Treviso, nella parrocchia di Sant’Andrea, il 7 marzo 1845, in una famiglia della buona borghesia veneta che si trasferì in varie città del Veneto per seguire il padre ingegnere. Giuseppe frequentò le scuole medie nel Collegio di Santa Caterina poi “Marco Foscarini” a Venezia, proseguì gli studi alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Padova dove i suoi maestri furono Fedele Lampertico e Angelo Messedaglia e dove conseguì la laurea il 21 giugno 1867. L’anno seguente fu nominato assistente alla cattedra giuridico-politica dell’Università di Padova, mentre nel 1873 conseguì la libera docenza in Economia politica.

Il 4 settembre 1878 sposò Maria Schiratti di Pieve di Soligo dalla quale ebbe sette figli, tre dei quali morirono in tenera età. Fu dapprima insegnante all’Istituto tecnico di Venezia dal 1874 dopo una breve supplenza alla cattedra del suo maestro Messadaglia, all’Università di Padova, nel 1878 fu chiamato come professore straordinario di Economia politica all’ateneo di Modena e Reggio Emilia. Rimase a Modena solo un anno, infatti nel 1879 vinse il concorso a cattedra per l’insegnamento della disciplina all’Università di Pisa dove nel 1882 fu nominato professore ordinario. Toniolo fu titolare della cattedra di Economia politica fino alla morte avvenuta nel 1918. Nel 1883 ebbe tra i suoi allievi a Pisa Werner Sombart che divenne successivamente una delle massime autorità internazionali di economia politica. […]

La figura di Giuseppe Toniolo occupa un posto importante nella storia del pensiero e dell’organizzazione del laicato cattolico. Collaborò anche con l’Opera dei Congressi, inserito nella II sezione quella di Economia sociale diretta da Stanislao Medolago Albani.

La sua azione risulta particolarmente importante perché fu svolta negli anni in cui, dopo la presa di Roma nel 1870 e prima del Concordato del 1929, il Non expedit vietava ai cattolici la partecipazione diretta alla vita politica italiana, generando una ferita democratica non indifferente. In questo senso importante è stato il dialogo sempre cercato fra tutte le posizioni cattoliche, dalla meno transigente a quella più “pragmatica” purché convergessero sulla possibilità dell’azione politica dei cattolici nella società italiana.

Lo studioso trevigiano non fu mai propriamente impegnato nella sfera politica, la sua azione sociale fu contrassegnata da una profonda sintonia con il magistero ecclesiale, la sua formulazione del “concetto cristiano di democrazia” fu il punto di partenza di tutto il movimento della democrazia cristiana». (F.A.)


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fonte: Seraphicum Press Office