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#SBi news: Un codice unico per la trasparenza degli appalti di Santa Sede e Città del Vaticano
01 Giugno 2020

Entrerà in vigore tra 30 giorni il codice unico per contratti e appalti della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano. Questa mattina è stato reso noto il Motu proprio di papa Francesco su trasparenza, controllo e concorrenza nelle procedure di aggiudicazione dei contratti pubblici che sarà adesso promulgato mediante la pubblicazione sul sito web de L’Osservatore Romano

Si tratta del frutto di quattro anni di lavoro, coordinato dalla Segreteria di Stato, che ha coinvolto i diversi enti della Curia romana tra cui il Consiglio per l’Economia, la Segreteria per l’Economia, l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica e il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

Un importante passo in avanti nella direzione di una “gestione efficace ed etica” delle risorse, favorendo appunto la trasparenza e un equo trattamento di reale concorrenza, facendo anche tesoro delle “buone pratiche” in vigore in molti Stati.

Alla base del codice sta il principio della “diligenza del buon padre di famiglia” che deve sottendere l’operato di tutti gli amministratori. “L’economia mondiale e un’accresciuta interdipendenza – si legge nel Motu proprio - hanno fatto emergere la possibilità di realizzare notevoli economie di spesa come effetto della operatività di molteplici offerenti di beni e di servizi. Tali possibilità devono essere utilizzate soprattutto nella gestione dei beni pubblici, ove è ancor più sentita e urgente l’esigenza di un’amministrazione fedele e onesta, posto che in tale ambito l’amministratore è chiamato a farsi responsabile degli interessi di una comunità, che vanno ben oltre quelli individuali o facenti capo ad interessi particolari”.

Il nuovo codice dovrà essere applicato dai diversi Enti della Curia Romana, Istituzioni amministrativamente collegate alla Santa Sede, Governatorato dello Stato, altre persone giuridiche canoniche pubbliche specificatamente individuate.

Un sistema finalizzato a contenere il rischio di corruzione, favorendo al contempo la garanzia al “ricorso alla tutela giurisdizionale in caso di controversie circa le procedure di aggiudicazione dei contratti pubblici o in relazione ai provvedimenti di iscrizione o di cancellazione dall’Albo degli operatori economici”, appositamente creato proprio per garantire parità di trattamento. (e.l.i.)



fonte: Seraphicum Press Office