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Ève Lavallière, conversione di un'attrice
22 Maggio 2020

Leggi qui l’articolo integrale (a pag. 34)


Da famosa attrice a una vita dedicata alla preghiera. È la storia di Eugénie Marie Pascaline Fenoglio, in arte Ève Lavallière, raccontata da fra Felice Autieri nella rubrica “La fraternità dei laici” di San Bonaventura informa. Una storia illuminata prima dalle luci della ribalta e della fama, poi dalla luce ben più discreta e risplendente della fede, che vivrà in modo profondo entrando nell’Ordine francescano secolare.

«Ève Lavallière all’anagrafe Eugénie Marie Pascaline Fenoglio, conosciuta anche come Eugenia Fenoglio, nacque a Tolone il 1 aprile 1866 e morì a Thuillières il 10 luglio 1929. La sua vita è divisa sostanzialmente in tre parti: alla sua gioventù difficile segue la vita da attrice di successo e quindi la conversione.

Figlia di Louis Emile Fénoglio, sarto di origine napoletana e di Albania-Marie Audenet nata a Perpignano, studiò in una scuola privata. Il 16 marzo 1884 assistette a un furioso litigio dei suoi genitori, conclusosi tragicamente con l’uccisione della madre e il suicidio del padre.

Dopo questo tragico evento, fu accolta dapprima da una zia poi in un collegio e successivamente frequentò a Parigi una scuola di danza, canto e recitazione. Nel 1891 venne presentata a Eugène Bertrand, il direttore del Théâtre des Variétés, che la ingaggiò per i suoi primi spettacoli. Esordì ne La Belle Hélène di Jacques Offenbach e all’età di venticinque anni diventò Ève Lavallière.

Da subito si distinse perché dotata di una voce intonata e di bella presenza che la resero famosa attrice teatrale del tempo, tutto musica e café-chantant da Montparnasse ai migliori teatri parigini, nell’arco di tempo che va dal 1891 al 1917.
Tra le più acclamate interpreti di operette e di commedie leggere, divenne l’idolo di tutte le classi sociali, dalle più umili fino a principi e re inclusi, ricevendo complimenti ed elogi da molti suoi contemporanei. […]

Il suo incontro con l’Abbé Chasteignier de Chanceaux, che le diede un libro su Maria Maddalena, la portò alla conversione al cattolicesimo il 19 giugno 1917. Iniziò ad andare frequentemente in pellegrinaggio a Lourdes, dove soggiornò al convento delle suore dell’Immacolata Concezione e maturò la decisione di non esibirsi più sul palcoscenico.

Fu ricercata da giornalisti francesi e stranieri che volevano intervistarla per conoscere i dettagli della sua conversione, furono scritti diversi articoli e libri spesso romanzati e incapaci di comprendere e rispettare un travaglio interiore che era alla base di una scelta di vita così radicale. Ma a tutto questo clamore Ève Lavallière scelse di rispondere con il suo silenzio e la vita di preghiera.

Alle persone che cercavano di ricondurla alla vita teatrale, lei rispondeva così nel 1918:
Ora sono così felice! Ho scoperto l’amore di Dio, non sono mai stata tanto felice come dal momento in cui ho conosciuto Dio (…). Una sola cosa mi rimette a posto: l’abbandono totale nell’amore. Allora dimentico tutto: il passato, il presente, gli scrupoli fuggono e io sono inondata da una gioia profonda fatta di pace e di fiducia». (F.A.)


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fonte: Seraphicum Press Office