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La devozione mariana (anche) al tempo del Covid-19
01 Maggio 2020

Leggi qui l’articolo integrale (a pag. 15)


Oggi si apre il mese di maggio, mese dedicato a Maria. Fra Felice Fiasconaro ripercorre, per San Bonaventura informa, la storia della devozione mariana, soffermandosi in particolare sull’attuale momento storico e sulla richiesta di protezione, fortemente invocata. A questo proposito, ricordiamo l’atto di affidamento a Maria promosso dalla Cei su proposta di tanti fedeli, in programma questa sera alle ore 21, nella basilica di Santa Maria del Fonte presso Caravaggio, nella provincia di Bergamo particolarmente colpita dalla virulenza del Covid-19.

«Fin dai primi tempi del cristianesimo i fedeli hanno sempre mostrato una pietà viva nei riguardi di  Maria. La crisi intervenuta con il fenomeno della secolarizzazione, verso la metà del secolo scorso, fu poco a poco superata a partire dalle indicazioni date dal Vaticano II, poche ma efficaci, e con la successiva esortazione apostolica di Paolo VI, la Marialis cultus, punto cruciale per una rinnovata pietà popolare mariana dei fedeli.

Da allora, altri documenti della Chiesa si sono succeduti fino al Direttorio su pietà popolare e liturgia del 2002, che segna il definitivo chiarimento sulla pietà mariana del popolo di Dio.
Tante, lungo i secoli, sono state le espressioni della pietà mariana popolare, che hanno colto il rapporto del popolo cristiano con la Madre di Gesù come meglio poteva essere espresso dalla propria cultura.

Il punto di partenza è sempre stato la vita. Il popolo non concettualizza, ma vive, è dentro a una storia. Parte dal sentimento della propria fragilità, dalla costatazione dei propri limiti, dalla paura, dall’angoscia di fronte al dolore proprio o altrui e vede Maria come madre potente e misericordiosa, come colei che è santa, che sa venire incontro ai bisogni degli uomini e sa condividere il loro dolore. […]

Ancora oggi, il mese di maggio dedicato alla Madonna è molto caro alla pietà popolare. Ma in questo tempo di Covid-19 sembra che la bellezza di maggio sia come coperta da una coltre di nebbia che ce la nasconde e rischia di nasconderci anche la bellezza di Maria.
E invece, se è vero che il nostro animo non è nelle condizioni di godere della bellezza di maggio, non può rischiare di non sapere più guardare alla bellezza di Maria, al suo cuore materno, al suo volto che ci indica la luce che sta oltre la coltre di nebbia. Il popolo cristiano ha sempre fatto ricorso a lei in situazioni di grandi calamità». (F.F.)


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fonte: Seraphicum Press Office