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“Caro Leone ti scrivo”...
27 Aprile 2020

Leggi qui l’articolo integrale (a pag. 36)


“Caro Leone ti scrivo”. Gli autografi di Francesco: memoria di una grande amicizia di Pietro Maranesi (Edizioni Messaggero Padova, 2019) è il libro al centro della rubrica “Tra le righe” di San Bonaventura informa, con una recensione di fra Raffaele Di Muro.

«Il titolo del libro fa pensare subito ad una nota canzone del compianto cantautore Lucio Dalla, lasciando pensare ad un testo divulgativo, “leggero”. In realtà, ci troviamo al cospetto di un testo molto intenso e ricco, tutt’altro che frivolo, come ad una pima battuta si potrebbe pensare.

L’autore ricostruisce contenuto, storia e significato relativi agli autografi di san Francesco. Si tratta della Lettera a frate Leone e della Benedizione a frate Leone. Stiamo parlando di due reperti di fondamentale importanza per la ricostruzione del vissuto spirituale del Poverello.

Il primo scritto si trova attualmente nella cappella delle reliquie della cattedrale di Spoleto. In esso il santo scrive al fedele compagno Leone: è un biglietto nel quale l’Assisiate mostra al fratello la sua premura e suo affetto “materno” portandolo a responsabilizzarsi rispetto ad un consiglio dato verbalmente e dopo il quale non c’è bisogno che i due si incontrino nuovamente.

Tuttavia, il santo si mostra ad accogliere e consolare Leone fratello amico e figlio. In questa missiva si nota l’armonia della fermezza e della delicatezza di Francesco, che tiene molto al cammino del suo interlocutore che, dal canto suo, custodisce gelosamente il biglietto.
Il secondo scritto (anche in questo caso un biglietto) si trova nella cappella delle reliquie presso la basilica inferiore di Assisi e risalirebbe al periodo successivo alla stimmatizzazione, prima del transito del santo.

Sul retro della benedizione si trova la nota preghiera Lodi di Dio Altissimo. Nella Benedizione il santo benedice il fratello firmandosi con il segno del tau. Le Lodi rappresentano una splendida invocazione nella quale il Santo armonizza mirabilmente la grandezza di Dio e le Sua prossimità nella propria esperienza spirituale».


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fonte: Seraphicum Press Office