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Francesco d'Assisi e un nuovo governo economico del mondo
06 Marzo 2020

Leggi qui l’articolo integrale (a pag. 11)


Cosa suggerisce Francesco di Assisi per un nuovo governo economico del mondo? Una riflessione che Vincenzo Rosito, docente di Filosofia teoretica, propone ai lettori di San Bonaventura informa. Si tratta di un contributo della rubrica “L’economia di Francesco” che il nostro mensile ha avviato mesi fa in vista di “The Economy of Francesco”, il grande evento internazionale che papa Francesco ha convocato ad Assisi per la fine di marzo e che è stato posticipato a novembre per evidenti cautele. 

«La complessità del mondo economico e sociale contemporaneo è strettamente connessa al ruolo delle diseguaglianze, vocabolo usato sempre più spesso al plurale per identificare lo spettro crescente delle forme e delle variabili della disparità. La diseguaglianza economica non può essere ancora considerata solo come una specifica declinazione dell’ineguaglianza. Pensare che con essa si debba convivere significa diffondere nel mondo un tragico e arrendevole senso d’ineffabilità.

La razionalità sistemica con cui siamo portati ad analizzare i luoghi della nostra interazione deve essere applicata anche al ventaglio delle diseguaglianze. Non esiste soltanto un “sistema” dei diritti, dei trasporti, delle comunicazioni e così via.
Da tempo la logica sistemica è penetrata nel mondo delle diseguaglianze, organizzandone gli orizzonti e le connessioni interne.

Non ci troviamo dinanzi a un fenomeno multifattoriale, ma all’insorgenza di una realtà complessa. Sembra essere entrato in crisi il più incisivo e macroscopico tra gli schemi analitici della diseguaglianza: la netta separazione tra un “nord” ricco e sviluppato del pianeta e un “sud globale” povero e arretrato.

Questo modello ha rappresentato per decenni la mappa delle disparità planetarie iniettando nell’immaginario globale una colpevole tendenza alla semplificazione.
L’opposizione nord/sud è sempre più inefficace non perché interi popoli hanno elevato il loro status economico e sociale, ma perché le diseguaglianze economiche e sociali sono oramai ovunque. […]

Alla preclusione degli ordini sociali e all’esclusività settoriale delle compagini cittadine che contribuivano a separare gli uomini dalle donne, i ricchi dai poveri, il clero dai mercanti, Francesco risponde immaginando una forma di vita basata sulla fraternità e sull’itineranza.
Governo della casa comune e attraversamento del creato diventano in questo modo le direttrici pratiche e dinamiche della nuova “economia di Francesco”.

Egli annuncia al mondo che non si può costruire un orizzonte di vita fraterna senza uscire costantemente dal guscio comunitario in cui si è stati generati. Non si possono immaginare relazioni ispirate alla fraternità di Cristo senza sovvertire le rigide segmentazioni dello spazio e della società che allontano i fratelli dalle sorelle o che separano tragicamente i figli dello stesso Padre». (V.R.)


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fonte: Seraphicum Press Office