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La corporeità al centro dell’evento cristiano
27 Gennaio 2020

Leggi qui l’articolo integrale (a pag. 8)


La corporeità al centro dell’evento cristiano è la nuova riflessione nella quale accompagna fra Domenico Paoletti, docente di teologia fondamentale e vicario della Custodia del Sacro Convento di Assisi, nella rubrica “Corpo ed eternità” di San Bonaventura informa

«Fin dal nostro concepimento siamo continuamente gli stessi e diversi, nell’unità tra corpo come oggetto e corpo come soggetto, tra “corpo che ho” e “corpo che sono”. La corporeità consente l’aderenza a se stessi e la distanza da se stessi, essenziali a costituire l’identità dell’homo viator.
Questa precisazione aiuta a chiarire al meglio la distinzione fenomenologica tra “corpo proprio-soggetto” (in tedesco Leib: l’esperienza umana del corpo) e “corpo anatomico, organismo-oggetto” (in tedesco Körper: la fisicità del corpo) che assicura se stesso senza relazioni.

I due termini in tedesco esprimono bene questa differenza fondamentale tra corpo e corporeità, nella tensione tra immanenza e trascendenza, tra caduco ed eterno; ma la distinzione non è separazione. Il corpo solo fisico, privo della sua trascendenza-eccedenza e assolutizzato, diventa idolo; invece la corporeità è icona e trasparenza dell’oltre, rivela il corpo dell’uomo nella sua radicale relazionalità “estatica” (da ek-stasis = uscita da sé). […]

La centralità del corpo nella rivelazione cristiana è attestata chiaramente negli scritti neotestamentari: dalla nascita di Gesù alle nozze di Cana, dalla trasfigurazione sul Tabor alla sfigurazione del Getsemani, dalla lavanda dei piedi alla passione-morte-risurrezione, dai gesti salvifici di Gesù ai gesti di amore e solidarietà richiesti ai discepoli, rivolti al corpo (Mt 25), fino al “corpo spirituale” del destino ultimo.

La relazione salvifica passa sempre attraverso il corpo, tanto che possiamo dire con Tertulliano che la carne è cardine della salvezza. Siamo salvati da Gesù morto e risorto “nel suo vero corpo”: vedremo in seguito come la risurrezione sia verità del corpo di Gesù e del nostro, che nell’evento di Gesù ritrova la sua storia». (D.P.)


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fonte: Seraphicum Press Office