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San Massimiliano Kolbe, “manager dell’Immacolata”
23 Gennaio 2020

Leggi qui l’articolo integrale (a pag. 26)


San Massimiliano Kolbe, “manager dell’Immacolata”: è l’inedita lettura del francescano polacco che offre fra Raffaele Di Muro, docente di Teologia spirituale, direttore della Cattedra Kolbiana e di Miscellanea Francescana, nell’ambito della rubrica “L’economia di Francesco”, avviata da San Bonaventura informa in vista di “The Economy of Francesco”, in programma ad Assisi dal 26 al 28 marzo.

«Pianificazione: questa è una delle realtà fondanti le opere di san Massimiliano Kolbe! L’affidamento all’Immacolata del santo, in ogni attività pastorale, è proverbiale ma a questo atteggiamento del cuore, va aggiunta anche la capacità di un’attenta programmazione gestionale, tipica di una società organizzata, vale a dire con specifici risultati di bilancio e di programmazione.

Il francescano polacco non può contare su fondi certi, tuttavia quando li acquisisce, evidentemente grazie all’opera della Provvidenza, riesce a valorizzarli al meglio, così come accade con le risorse umane a disposizione del progetto apostolico.

Davvero interessanti sono le parole che seguono, tratte da una sua lettera a p. Floriano Koziura, scritta il 9 dicembre 1960 da Nagasaki: «L’Immacolata come fine e la povertà come capitale: ecco le due cose che Niepokalanów non può affatto, sotto nessun aspetto, abbandonare.
Senza tale fine essa cesserebbe di essere “Niepokalanów” (Città dell’Immacolata, ndr), tradirebbe la sua missione. Mentre, senza la povertà e senza il fare affidamento sulla Divina Provvidenza, non si può parlare di slancio, di offensiva. Oh! mi son lasciato prendere troppo la mano! Qual è attualmente la situazione dell’indebitamento?

Desidererei conoscere il bilancio mensile (entrate, uscite, stato-cassa) e la situazione dei debiti, tanto per i nuovi investimenti quanto per il logorio (per l’uso delle macchine), affinché possa regolarmi in quale misura io debba incrementare l’attività qui in Giappone, in modo da non aggravare la situazione della  Niepokalanów polacca; oppure pregherei di essere informato su quanto Niepokalanów può concedere ogni mese, perché diversamente è difficile per me programmare il campo d’azione. […]

Il santo fa una lucida disamina e detta delle ipotesi circa l’utilizzo ideale di persone e capitali nella nuova base missionaria in Giappone. Le parole del santo sono indice di lucidità e lungimiranza, circa la progettazione apostolica che, anche in questo caso, offre la possibilità di ammirare come abbandono in Dio e massimo sforzo gestionale si fondano a meraviglia, realizzando una mirabile sinergia tra l’aiuto divino e l’impegno umano, sinergia che corrisponde - in ultima analisi - alla santità». (R.D.M.)


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fonte: Seraphicum Press Office