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Corpo ed eternità. Per riscoprire il desiderio-bisogno di senso
30 Novembre 2019

Leggi qui l’articolo integrale (a pag. 21)


Perché una rubrica su corpo ed eternità? La necessità di riscoprire il desiderio-bisogno di senso sta alla base di questo nuovo spazio di riflessione di San Bonaventura informa, curato da fra Domenico Paoletti, frate minore conventuale, docente di Teologia fondamentale e vicario della Custodia del Sacro Convento di Assisi.

«Viviamo in un tempo in cui il corpo è al centro dell’attenzione per i motivi più disparati, e tuttavia esiteremmo a dire che sia realmente valorizzato e libero: dalla sottoalimentazione alle “malattie del benessere”, dalla sua fragilità alle sue possibilità quasi illimitate, dallo stare bene al fare il bene, dal mutismo alla parola, dalla biologia alla psicologia, dalla bioetica alle biotecnologie, dalla filosofia alla teologia, … in realtà il nostro corpo siamo noi, e quindi tutto passa per il corpo, avviene e si manifesta con il corpo, nel corpo e grazie ad esso.

Mentre l’attenzione si concentra sul corpo, la sua estetica e le sue funzioni, e si moltiplicano le cure affinché stia bene e possa vivere il più a lungo possibile, risulta carente - se non assente, talvolta rimossa o “esorcizzata” - l’attenzione all’eternità che il corpo continua a segnalare e a chiedere.

La cultura secolarizzata e incurvata sull’immanenza ricerca la qualità della vita, ma tra gli indicatori di questa non compare mai la speranza trascendente; eppure la qualità della vita dipende dalla qualità della propria speranza. Sarebbe fondamentale stabilire quale possa essere considerata la vita umana “riuscita”. E l’eternità, respinta ai margini della riflessione, è sempre in gioco.

Realisticamente vorremmo chiederci: a che serve vivere bene, stare bene e volere bene, se non ci è dato vivere sempre? Ancora si pensa che il cristianesimo svaluti il corpo per avvalorare l’anima: dicotomia ellenizzante, estranea al messaggio originario della Scrittura, in cui la persona umana è sempre considerata come totalità di anima-corpo; e la corporeità si trova al centro dell’evento cristiano (con l’Incarnazione, la Risurrezione anche corporea, l’Eucaristia come presenza integrale del Vivente). Per il cristianesimo tutto passa attraverso il corpo. Caro cardo salutis, scrive Tertulliano: la carne è cardine della salvezza». (D.P.)


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fonte: Seraphicum Press Office